«La comunità è fragile»: bonus per famiglie numerose, assegno per i nuovi nati

Regione e Comune in azione sulle politiche sociali del territorio

Famiglia, archivio Today

Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro: il Comune di Venezia, su proposta dell'assessore Simone Venturini, ha approvato un bonus per famiglie numerose con entrambi i genitori lavoratori, recependo il finanziamento regionale di 73 mila euro previsto del programma “Alleanza per la famiglia”. Andrà a sostenere i nuclei con Isee inferiore a 35 mila euro e sarà di 300 euro per ogni figlio di età uguale o inferiore a 16 anni. Un assegno pre-natale, sin dai primi mesi della gravidanza per sostenere i costi legati all’attesa e alla nascita di un bebè, è invece in arrivo dalla Regione Veneto.

Il bonus

Pronta una delibera della giunta comunale per un bando pubblico a sostegno famiglie numerose, con entrambi i genitori lavoratori, attraverso l'erogazione di un bonus a supporto dei costi sostenuti per la crescita dei figli e della conciliazione tempi di vita e di lavoro. Un’iniziativa dedicata ai nuclei con almeno 3 figli, con entrambi i genitori al lavoro, che sono indotti a ricorrere maggiormente a servizi integrativi in orario extra scolastico come attività ludiche, sportive ed educative. Occorre essere residenti da più di 5 anni nel Comune di Venezia. L’avviso pubblico uscirà nelle prossime settimane e verrà pubblicizzato sul sito del Comune e sui social media. La graduatoria sarà formata tenendo conto degli Isee e di altri parametri secondari. I bonus verranno erogati scorrendo la graduatoria e fino a esaurimento del fondo.

Natalità

Un assegno pre-natale, sin dai primi mesi della gravidanza per sostenere i costi legati all’attesa e alla nascita di un bebè, è invece in arrivo dalla Regione. Oltre all’avvio, in fase sperimentale, di accessi gratuiti ai nidi, con priorità per le famiglie più in difficoltà o con disabili a carico. E a un fondo per le famiglie monoparentali, cioè i genitori soli, vedovi, separati o divorziati, in difficoltà economica. E ancora: sportelli e centri per la famiglia, dove le coppie con figli possano trovare un punto di riferimento e di mediazione familiare nei momenti di difficoltà, sia relazionale che materiale. 

Il declino

Il disegno di legge è stato approvato dalla giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore al sociale e alla sanità Manuela Lanzarin, e già inviato al Consiglio perché sia esaminato con procedura d’urgenza e diventi legge al più presto. «Il calo delle nascite e la fragilità della famiglia sono la prima grande emergenza sociale del Veneto – dichiara l’assessore Lanzarin –. In poco più di un decennio il Veneto ha perso quasi 10 mila neonati l’anno. Se le culle restano vuote, e le famiglie si fanno sempre più sottili e fragili, la prospettiva non può che essere quella del declino demografico, sociale, culturale ed economico. Ecco perché vogliamo investire nel sostegno alla natalità e alla genitorialità».

La cabina di regia

L’impianto legislativo prevede un piano triennale di programmazione con relativa cabina di regìa, composta dagli assessori competenti, dal dirigente regionale dei servizi sociali, e da due rappresentanti dei Comuni, uno delle Ulss e tre degli organismi di rappresentanza delle famiglie. La dote economica messa in campo dalla Regione per il primo anno ammonta a 4,5 milioni di euro. Nella dote finanziaria confluiscono alcuni interventi già avviati nel corso di questa legislatura: gli aiuti per i genitori soli, vedovi, separati o divorziati, con figli a carico, e quelli per le famiglie numerose a basso reddito, o con parti trigemellari. Misure alle quali sarà garantita continuità.

La comunità

«Circa 6 mila famiglie in situazione di bisogno - conclude l’assessore -: ci interessa avviare un pensiero nuovo e condiviso nel territorio a sostegno della genitorialità in tutte le sue fasi, per riuscire a organizzare al meglio risorse e strumenti pubblici e iniziative private in una logica di ‘welfare di comunità’. Solo facendo squadra tra Regione, Comuni, Ulss, operatori dei servizi e associazionismo, riusciremo a intercettare i bisogni, spesso inespressi, di aspiranti genitori e neogenitori e a creare alleanze tra generazioni: perché, come insegna un vecchio adagio, per crescere un figlio non basta una famiglia, ci vuole un intero villaggio, cioè una rete di famiglie e una comunità attenta e solidale, dove la dimensione familiare sia di casa».

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