Turisti anziani, è boom di malori in spiaggia: "È necessario aumentare il numero dei medici"

Accessi in aumento nei presidi ospedalieri dell'Ulss 4. Nelle ultime settimane sono state 8 le persone ricoverate in rianimazione, e sono stati registrati anche dei decessi di anziani

Immagine d'archivio

Malori in aumento durante l'estate. Dal mese di luglio i punti di primo intervento e i pronto soccorso del litorale afferente all’Ulss 4 (Bibione, Caorle, Eraclea, Jesolo) stanno registrando un’impennata di accessi e, con essi, il personale medico ed infermieristico è sottoposto ad un ingente carico di lavoro tanto che l’Azienda sta procedendo ad aumentare ulteriormente l’organico per soddisfare l’ondata di richieste di cure.

Cure che nelle ultime due settimane hanno messo in luce un preoccupante fenomeno: ben 8 persone sono ricoverate in rianimazione a seguito di malore in spiaggia o durante la balneazione; a queste vanno inoltre sommati altri casi di ricovero ospedaliero e purtroppo casi di decesso ai quali neppure il servizio di soccorso medico non è riuscito a far fronte. Si tratta in particolare di persone anziane, età media 70 anni, tempestivamente raggiunte dalla rete dell’urgenza-emergenza a cui si aggiunge in questi casi anche l’importante contributo dei servizi di salvataggio del litorale: tutti i turisti trasferiti in rianimazione sono stati curati e hanno potuto riprendere la strada di casa.

"A differenza di quanto si può pensare, cioè alla sindrome da annegamento, è invece riscontrato che la maggioranza di questi turisti vengono colti da un malore causato da problemi fisici concatenati - spiega il direttore dell’unità Anestesia e Rianimazione dell’Ulss 4, Fabio Toffoletto - Pertanto si consiglia vivamente ai familiari di accompagnare gli anziani in spiaggia e in particolare durante la balneazione, affinché in caso di malore possano subito intervenire ed aiutare chi è in difficoltà. In questo modo si eviterà probabilmente una tragedia".

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Come spiega il primario dei pronto soccorso di Jesolo e San Donà di Piave, dottor Mattia Quarta, i soggetti più a rischio sono in particolare gli ultra sessantacinquenni, cardiopatici o epilettici: "In primo luogo invitiamo gli anziani a non concepire la spiaggia come potrebbe fare un diciottenne, cioè esponendosi per varie ore sotto il sole, sia distesi che durante lunghe passeggiate. L’attuale status climatico determina disidratazione, vasodilatazione, può accentuare l’effetto dei farmaci assunti normalmente e far insorgere conseguentemente ipotensioni ed altri problemi fisici. Chi assume farmaci deve quindi essere consapevole che può andare incontro a giramenti di testa, perdita di conoscenza, e se questo accade anche dove l’acqua è bassa può causare l’annegamento e conseguentemente a un esito letale".

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