Solidarietà del sindaco al patriarca: «Vigliacchi gli autori dei volantini infamanti»

Sono stati affissi tra Rialto e San Marco negli ultimi giorni e contengono offese ad alcuni sacerdoti

Il patriarca Moraglia e il sindaco Brugnaro

Sui fogli affissi nei giorni scorsi ai muri di Venezia ci sono nomi e cognomi di sacerdoti locali con affermazioni altamente lesive della loro reputazione. I messaggi sono anonimi e gli approfondimenti da parte delle forze dell'ordine sono in corso. Intanto il sindaco Luigi Brugnaro è intervenuto sulla vicenda, attaccando gli autori e commentando che «gettare pesanti accuse sull’operato del patriarca Francesco, mascherandosi dietro l’anonimato di infamanti volantini appesi selvaggiamente, è uno dei gesti più vigliacchi che si possano compiere».

Un uomo individuato grazie alle telecamere

«A nome mio e della città - prosegue - esprimo a monsignor Moraglia e ai sacerdoti veneziani la più sincera vicinanza. Voglio inoltre stigmatizzare con forza il vile operato di chi sfrutta il prestigio di Venezia in nome di una strumentale propaganda o di una visibilità mediatica altrimenti irraggiungibile. Contrasteremo sempre questi anonimi sciacalli. Ho fiducia che le forze dell'ordine, con la collaborazione della nostra polizia locale, riusciranno ad individuare i responsabili delle calunnie».

Dello stesso tenore la reazione del governatore del Veneto, Luza Zaia: «La delazione anonima è uno degli strumenti peggiori per infangare le persone e ferire le comunità. Rivolgo un pensiero di vicinanza e di solidarietà al patriarca di Venezia, offeso pubblicamente in un modo così vile e infame. È un gesto di tale squallore da risultare insopportabile, e averlo fatto nei confronti di una persona retta e mite, apprezzata da tutti per equilibrio, saggezza e trasparenza come monsignor Moraglia, risulta ancor più rivoltante. Bene ha fatto la Curia a rivolgersi alla Procura lagunare».

Da parte sua il patriarca Moraglia ha inviato una lettera a tutti i confratelli veneziani esprimendo parole di dolore perché alcuni di loro «sono stati offesi nel loro onore, di preti e di uomini, in modo vile e profondamente disonesto. Io prego continuamente per coloro che hanno ispirato, scritto e affisso i volantini diffamatori, celandosi dietro un imbarazzante anonimato. Tali offese hanno fatto soffrire e ferito profondamente la nostra Chiesa che è in Venezia e tutti coloro che veramente la amano».

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