Pescherecci e canoni d'uso della laguna, sette presto in tribunale

Il periodo contestato è quello tra gli anni 90 e il 2008, quando vi è stato anche il passaggio di consegne tra Covealla e Gral, l'accusa è di danno erariale

Si torna a parlare di canoni di concessione della laguna, questa volta a finire sotto la lente d'ingrandimento sono le aree in uso ai pescatori di vongole che, come riporta il Gazzettino, saranno l'oggetto dell'udienza fissata per il prossimo 15 aprile e che vedrà al banco degli imputati ben sette nomi “illustri” (altri otto sono invece usciti dal registro dei citati in quanto scagionati dalle loro stesse memorie difensive); l'accusa della Corte dei Conti è quella di danno erariale, ben 600mila euro non riscossi a partire dalla metà degli anni 90 al 2008.

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SOTTO ACCUSA – A finire in tribunale saranno dipendenti e dirigenti di Demanio e magistrato alle Acque, tra cui figurano anche i nomi di Patrizio Cuccioletta e Maria Giovanna Piva, ex presidenti dell'ente con sede in riva del Vin e già finiti nei guai nel corso dello scandalo Mose. La questione delle concessioni ai cosiddetti “vongolari”, comunque, resta di difficile decifrazione: i soldi sono sempre stati diretti al magistrato alle Acque, ma fino al 2005 era il Covealla, il consorzio dei pescatori, ad occuparsene, poi la palla è passata al Gral, società a capitale pubblico di proprietà della Provincia e del Comune di Campagna Lupia. Negli anni '90, quando si è iniziato a chiedere le quote ai pescherecci, ci sono state diverse resistenze e anche la norma non era ben definita. In ogni caso gli allevatori di vongole ribadiscono di aver sempre pagato quanto dovuto, così come veniva loro indicato dai rispettivi commercialisti e come imponevano le cooperative. Per un verdetto sul tema, insomma, bisognerà attendere l'anno prossimo.

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