Mancanza di insegnanti di sostegno nel Veneziano, ne servirebbero circa 800

La notizia degli alunni disabili lasciati a casa, diffusa dalla Regione, confermata dalla carenza alle elementari e medie. C'è anche una scuola di Venezia. Da lunedì prendono servizio i supplenti

Inizio anno scolastico

Al suono della campanella, mercoledì scorso, alunni e mamme sono puntuali all'ingresso in aula delle scuole di tutto il Veneto. Meno lo sono stati gli insegnanti, stando ai dati sulle cattedre scoperte. Anche quelli di sostegno. A diffondere la notizia di bambini disabili rimandati a casa è la Regione, attraverso l'assessore all'Istruzione Elena Donazzan. Spiega che a lei per questi episodi si sono rivolte famiglie di tutte le province. E fra queste, e probabilmente tra quelle con carenze più importanti di insegnanti di sostegno, c'è anche il Veneziano, con circa 800 cattedre di sostegno vuote, tra elementari e medie. Segnalazioni anche da una scuola di Venezia.

I certificati

«La cosa gravissima è che si tratta di bambini con certificazioni, quindi i più fragili, spesso con disabilità - afferma Donazzan tornando alla «cronica carenza di insegnanti di sostegno in Veneto. Sto verificando con l’ufficio scolastico regionale la portata del problema. Oltre all’assenza di insegnanti nell’organico di diritto - lascia senza commenti  - la soluzione prospettata - spiega - ovvero indurre le famiglie a tenere i loro figli a casa».

La programmazione 

Un problema determinato dai ritardi, già verificati in anni precedenti, nelle assegnazioni degli insegnanti. Già all'inizio della prossima settimana tutto dovrebbe tornare a regime, con l'entrata in servizio dei supplenti di ruolo, che abbasserebbero quel dato degli 800 docenti di sostegno mancanti, a circa 200, secondo fonti interne. «Trovo grave  - conclude Donazzan - che il ministero non comprenda l’importanza di avere un organico ottimale sin dal primo giorno di avvio dell’anno scolastico. Suggerirei di partire in ogni caso dagli insegnanti di sostegno, perché se la scuola deve essere inclusiva e un diritto costituzionalmente sancito, e se il nostro grado di civiltà ci impone di pensare innanzitutto ai più fragile, allora questa scelta e questa cattiva programmazione denotano una vera e propria incapacità da parte dello Stato di ottemperare ai propri doveri. Chiedo alle famiglie e a tutte le realtà interessate - conclude - di segnalare al mio assessorato ulteriori casi di mancato accoglimento nelle scuole del Veneto di alunni certificati».

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