Muore dopo una dose di chemio, i parenti accusano l'ospedale di Rovigo

Carla Pilotto, 52enne di Cavarzere, dopo un ciclo di terapie somministrato a Padova ha accusato dolori addominali. Per i familiari la situazione sarebbe stata sottovalutata dai sanitari rodigini

di La redazione 19/02/2012
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Morta dopo una dose di chemio. Questa l'accusa lanciata dai familiari di Carla Pilotto, insegnante 52enne di Cavarzere, in cura all'ospedale di Padova. Secondo il racconto della figlia e della sorella, infatti, la donna, affetta da un carcinoma al seno, avrebbe accusato forti dolori addominali dopo una chemioterapia eseguita a Padova e sarebbe stata trascurata dal personale del pronto soccorso dell'ospedale di Rovigo, dove si era poi recata.

I parenti della maestra hanno atteso che venisse effettuato il funerale della donna per raccontare al Gazzettino i loro sospetti, che ora dovranno essere suffragati dai risultati dell'esame autoptico. "Abbiamo cercato di farci sentire dagli infermieri - accusa la figlia - ma continuavano a guardare la tv".

Secondo il racconto dei familiari, alla fine la donna è stata visitata in ambulatorio, le è stato somministrato un clistere ed eseguita una tac. Dopo aver trascorso un'intera notte in barella, solo il mattino successivo è stata operata per sospetta peritonite. Ricoverata in rianimazione, è morta il 15 febbraio.

Da Padova Angelo Panozzo, responsabile della Farmacovigilanza dell'Istituto oncologico, ha spiegato di essersi attivato non appena segnalato il ricovero della paziente per un problema di ischemia intestinale. "La quantità di farmaci somministrata è corretta come dosaggio - ha dichiarato - ma gravi reazioni alla chemioterapia possono accadere".

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"Rivolgo le mie condoglianze alla famiglia della signora Pilotto e assicuro loro che sarà fatto tutto il necessario perché ogni aspetto della vicenda venga chiarito aldilà di ogni ragionevole dubbio - ha dichiatato l'assessore regionale alla Sanità Luca Coletto - Ho chiesto una dettagliata relazione sull'evolversi del caso ai responsabili dello Iov ed a quelli dell'Ulss 18, che mi auguro di poter ricevere già nella giornata di domani. Poi valuteremo eventuali passi successivi. In questi casi non vanno tratte conclusioni affrettate. Andremo a fondo della cosa e, se errori od omissioni saranno accertate, prenderemo le decisioni adeguate".

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Avatar anonimo di Anita

Siamo numeri per la sanità

Anita:

E' una mia opinione.Se si sceglie un medico che opera in quel di Padova si andrà a Padova per essere seguiti dalla persona di cui si ha fiducia, ben diversa è l'urgenza...
Cavarzere è un paese dislocato a distanze differenti tra alcuni nosocomi, ogni persona è libera di scegliere il centro che le da più sicurezza, ma ultimamente, sempre più spesso, avvengono fatti che lasciano perplessi tutti, quando, per urgenza, si entra negli ospedali "concorrenti"…
Fin che non tocca personalmente siamo benevoli e complimentosi, rendiamoci conto che per gli operatori sanitari, invece, lavorare costantemente intorno a persone sofferenti può trasformare, i più, in persone distaccate, da svolgere questa delicata missione con meccanica arida e frettolosa...
Resta comunque da notare che la classe medica è un categoria intoccabile, salvo eclatanti casi...
Nel caso specifico, con la frase: <<…i dolori sono una cosa normale nel trattamento di chemio, la paziente è stata ricoverata con codice verde…si è eseguito seguendo la procedura…>> si solleva da ogni responsabilità sia i medici che la clinica…Per i medici, i pazienti, sono un campionario da usare come statistiche. Se le dosi di chemio possono dare reazioni negative(non c'è certezza di buona risposta da parte dei pazienti) per quale ragione non si tiene sotto controllo fino a un tempo di sicurezza i pazienti(non è spalmare una pomata), prendere delle cautele non sarebbe stato più oculato?...e poi, perché tra Case Di Cura c'è dell'antagonismo…E' palese che per ottenere finanziamenti si vuol eccedere in foto e strette di mano, ma a scapito di efficienza e umanità.

lunedì, 20 febbraio segnala
Avatar anonimo di Giulia c

R: Muore dopo una dose di chemio, i parenti accusano l'ospedale di Rovigo

Giulia c:

Tante care condoglianza alla figlia e ai parenti. Anch'io al loro posto vorrei andare a fondo veramente, a partire dalla cura che stava facendo e che l'ha ridotta in fin di vita. Com'era seguita questa mamma? E' scandaloso che il suo medico non l'abbia curata bene, e dov'era il dottore quando è morta? L'avevano avvisata che poteva succederle questo? avrebbe certo fatto a meno della chemio se sapeva questo, no? coraggio e andate avanti.

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Avatar di Sergio Stella

R: Muore dopo una dose di chemio, i parenti accusano l'ospedale di Rovigo

Sergio Stella:

condoglianze alla famiglia....

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