Alloggi popolari, rincari e sfratti veneti sulla scrivania del premier Conte

La lettera di Nicola Pellicani al presidente del Consiglio. Unione inquilini e Municipalità di Marghera: «Il più grave attacco al diritto alla casa mai sferrato»

Venezia panorama

Legge regionale 39 del 2017 e suoi effetti sull'edilizia residenziale pubblica: dopo le lettere recapitate agli inquilini con gli aumenti dei canoni, e in qualche caso l'avviso dell'avvio del procedimento di sfratto, la polemica anziché placarsi diventa ogni giorno più rovente. Ora le vicende della politica locale raggiungono il presidente del Consiglio dei ministri attraverso la lettera dell'onorevole del Partito Democratico Nicola Pellicani.

La legge

«Agli assegnatari degli alloggi popolari - spiega Pellicani - si chiede di documentare la propria situazione reddituale e patrimoniale, dimostrando di avere un Isee Erp non superiore a 20 mila euro e di non avere altri alloggi in usufrutto o proprietà. I contratti di locazione diventano quinquennali, sono rinnovabili, e l'importo del canone è calcolato in base alla capacità economica dell'inquilino. Con la nuova legge chi non ha presentato entro il 1 luglio la dichiarazione Isee, o supera i limiti reddituali previsti dalla legge, ha due anni per ottemperare all'obbligo di legge o per rientrare nei parametri. Nel frattempo paga il canone di locazione secondo i canoni di mercato, maggiorati del 10 per cento».

Venezia

«La normativa sta generando allarme tra gli inquilini - continua il parlamentare - soprattutto tra le fasce meno abbienti, che rischiano di perdere il diritto all'alloggio a causa degli aumenti dei canoni di locazione. In città sono circa 1.500 famiglie. Alcune di queste hanno avuto aumenti di affitto anche del 300 per cento. La legge si proponeva di mettere ordine nel comparto e scovare i furbetti. Invece si tiene conto solo del parametro Isee che scatta una fotografia dei due anni precedenti, e non tiene conto della situazione reddituale, che nel corso del tempo può variare, penalizzando un gran numero di assegnatari di alloggi pubblici, che in qualche caso si sono visti recapitare l'avviso di sfratto o l'aumento dell'affitto. Le chiedo di intervenire - conclude Pellicani - relazionandosi con il presidente della Regione, per assicurarsi che la legge venga modificata».

Marghera

«Questa legge regionale deve essere ritirata - fanno eco a Pellicani l'Unione Inquilini di Venezia e il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin -. Occorre una moratoria sugli aumenti degli affitti e la sospensione provvedimenti di eventuali decadenze finché non ci sono correttivi, perché sta provocando profonda inquietudine e rabbia e di certo non affronta i problemi della precarietà abitativa». «In un territorio come Marghera, ad alta densità di edilizia economico-popolare, incontriamo ogni giorno persone, famiglie intere, a cui, nel calcolo per l’affitto e per il diritto stesso all’alloggio, vengono caricati i risparmi di una vita di lavoro, o il tfr (trattamento di fine rapporto), o qualche risarcimento per infortuni o incidenti, o il reddito del figlio provvisoriamente in casa, aumentando smisuratamente il canone - dicono Bettin e Mario Silotto, delegato municipale alla Casa  -. Sosteniamo da mesi che questa legge non colpisce furbetti o furboni: è il più grave attacco al diritto alla casa mai sferrato in Veneto da moltissimi anni a questa parte».

Il gruppo di lavoro Ater

L'Ater di Venezia rassicura chi in questi giorni ha visto modifiche del canone di affitto per effetto della nuova legge regionale, ma ha avuto delle modifiche nel nucleo famigliare. «Con riferimento ai subentri nei contratti di locazione - spiegano dalla direzione dell'Ater - vi sono alcune posizioni ancora non regolarizzate. È stato al riguardo costituito un gruppo di lavoro che da settembre opererà a tempo pieno su tali procedure». «Gli interessati - spiega il presidente Raffaele Speranzon -  saranno contattati dagli uffici nel caso non si sia rinvenuto l'Isee. Quindi, chi ha presentato la richiesta di modificare il proprio canone per variazioni del proprio nucleo famigliare può stare tranquillo. Se alcuni inquilini si sono visti arrivare dei bollettini non ancora aggiornati sul nuovo calcolo, saranno rimborsati per le somme in più richieste in base al precedente nucleo. Il ricalcolo avrà decorrenza dalla data di presentazione della richiesta».

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