Casinò, la quiete prima della tempesta: "Pronti alle proteste contro il nuovo regolamento"

Dal primo luglio stop al contratto aziendale per i dipendenti e via al regolamento. Ma alla presentazione i sindacati non sono invitati. Giovedì l'udienza per comportamento antisindacale

Il primo lulgio è la data che fa da sparti acque tra il "vecchio" contratto aziendale di lavoro per i dipendenti del Casinò di Venezia e il nuovo regolamento, presentanto lunedì dai dirigenti della casa da gioco. In mancanza di una normativa nazionale a regolare i rapporti occupazionali in questo caso, sarà proprio il regolamento a dettare legge sul lavoro. Ma alle sigle sindacali che avevano chiesto di essere presenti, pur senza trattare ma in qualità di pubblico non parlante, è stato negato pure l'accesso.

I rappresentanti sindacali hanno quindi indetto un'assemblea successiva all'incontro, alle 14.30, per un faccia a faccia con i lavoratori a Ca' Noghera.

Salvatore Affinito, segretario Slc Cgil Venezia annuncia quindi le future mosse del sindacato: "Giovedì intanto ci sarà l'udienza in tribunale per 'condotta antisindacale'. Si attende il verdetto del giudice sulla sostituzione dei dipendenti in sciopero, fatta con i quadri e i dirigenti azindali per non fermare la macchina da gioco, durante le astensioni lavorative dei dipendenti. Nel frattempo si aspetterà di conoscere la sostanza di questo regolamento. Già lunedì serà i sindacati si riuniranno una seconda volta per analizzare punto per punto il nuovo documento licenziato dalla dirigenza del Casinò. Poi le sigle decideranno assieme ai legali se e su cosa eventualmente fare chiarezza. "Siamo sicuri - ha concluso Enrico Gianolla della Cisl - che il regolamento sia pieno di buche e di falle. Ma aspettiamo di poterlo vedere nel dettaglio per poterlo attaccare".

"Considerato che si tratta di una riunione di lavoro proprietà azienda - dipendenti della casa da gioco, per l'illustrazione del regolamento aziendale e non di un tavolo di trattativa - avevano fatto sapere dal Casinò - si ritiene di non poter accogliere la vostra richiesta. I rappresentanti sindacali aziendali, inoltre, sono comunque convocati alla riunione in quanto dipendenti della società". Questa la risposta ricevuta domenica sera, che ha scatenato le immediate ire dei sindacati: "Una risposta che offende le nostre intelligenze, - spiegano i sindacati - visto che ci era talmente chiaro che non si sarebbe trattato di una trattativa e che avevamo ben specificato che avremmo presenziato da 'auditori'. Si infligge così un altro colpo mortale alle normali e proficue relazioni sindacali, decidendo di escludere i lavoratori dalle scelte della proprietà e della società. Attenderemo quindi le testimonianze di quello che verrà detto, auspicando che non si tenti di denigrare o vilipendere il sindacato, nel qual caso ci troveremmo costretti a difenderci nelle sedi competenti".

Ma perché il sindacato avrebbe voluto esserci in quegli incontri? "Senza nulla togliere al diritto di un'azienda di riunire i propri dipendenti, - hanno spiegato in nota ufficiale - qui stiamo parlando dell'illustrazione di un regolamento aziendale, totalmente unilaterale, che soppianta tutte le precedenti norme che regolano l'organizzazione e il rapporto di lavoro, in assenza di un contratto nazionale, che spazza via tutta la storia della contrattazione sindacale al Casinò di Venezia. Sarebbe stato, quindi, più che normale un ruolo di assistenza sindacale, perché i lavoratori sono preoccupati, taluni hanno paura, altri ci tocca perfino richiamarli alla ragionevolezza".

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