Dopo il reportage di Repubblica esplode il caso "Punta Canna": "Apologia di fascismo"

Il quotidiano ha immortalato slogan e dichiarazioni del gestore dello stabilimento che inneggiano a Mussolini e al Ventennio. Domenica accertamenti della Digos in spiaggia

La spiaggia più famosa d'Italia in questo caldo inizio di luglio è quella di Punta Canna a Sottomarina, ma non per panorami mozzafiato o acque caraibiche. Tutto è partito grazie a un reportage di Repubblica che ha mostrato come il gestore dello stabilimento, che conta 650 posti tra lettini e gazebo, si sia costruito una sorta di regno personale in cui la democrazia viene bandita e "vige solo il regime". Parole sue. Insomma, Gianni Scarpa, imprenditore 64enne miranese, non fa mistero delle sue simpatie fasciste, al punto da mettere nero su bianco slogan e inviti "all'ordine e alla disciplina" sui cartelli che dissemina sull'arenile. Domenica mattina gli uomini della Digos si sono portati sul posto per condurre accertamenti e per raccogliere materiale per una possibile segnalazione alla magistratura.

Repubblica ha immortalato anche un intervento al microfono dell'imprenditore balneare che lascia poco spazio a dubbi: "Ho una clientela esemplare. La gente maleducata mi fa schifo - afferma il gestore - la gente sporca mi fa schifo. A me la democrazia mi fa schifo. Io sono totalmente antidemocratico e sono per il regime. Non potendolo esercitare fuori da casa mia, lo esercito a casa mia. E sono molto soddisfatto che la gente si comporta benissimo. Voi sapete che io sono per lo sterminio totale dei tossici. Quelli che non capiscono il mio messaggio si autoeliminano da soli. Il 50% della popolazione mondiale è merda". Già 5 anni fa la spiaggia divenne oggetto di dibattito tra i media per il suo divieto ai bambini ("è semplicemente perché non ci sono giochi", spiegò a suo tempo Scarpa) e per il cartello all'ingresso "Zona ad alta frequentazione di gnocchi e gnocche". Avviso che fa il paio con un poco diplomatico: "Non rompete i coglioni! Parcheggio solo per i residenti, altrimenti manganello sui denti". 

I CLIENTI DIFENDONO SCARPA: "SPIAGGIA PULITA, OGNUNO A CASA PROPRIA FA CIÒ CHE VUOLE"

Domenica mattina, dopo la pubblicazione dell'articolo, sono stati allertati questura di Venezia e Prefettura: sono in corso accertamenti che potrebbero portare a una denuncia di apologia del fascismo per l'imprenditore. Anche l'amministrazione comunale si sta muovendo per far luce sulla vicenda, mentre in contemporanea la politica locale e nazionale sta dibattendo su "Punta Canna": "La concessione demaniale arriva dallo Stato - dichiara il comitato Anpi di Chioggia - così come chi dovrebbe far rispettare la legge Mancino e la Costituzione, ovvero la Prefettura di Venezia per mano delle autorità di pubblica sicurezza. A 'Punta Canna', in quanto concessione demaniale su suolo italiano, si devono rispettare le leggi dello Stato, congruenti con la Costituzione nata dalla Resistenza antifascista. Chiediamo l'immediata revoca della concessione balneare allo stabilimento e l'applicazioni delle sanzioni previste dalla legge al suo gestore". 

Di tutt'altro avviso i commenti che si possono leggere sulla pagina di Tripadvisor dello stabilimento (dove non manca chi ha postato recensioni negative, sorpreso dell'inusuale ambiente in cui si è ritrovato): "Ordine e niente rompipalle - scrive un cliente abituale - Può piacere o meno, ma per quanto poco qui c'è relax, rispetto, senza quella solita compagnia di 4/5 cafoni che si mettono a giocare a pallone credendosi Cristiano Ronaldo, con la differenza di colpire immancabilmente chi è lì per rilassarsi. Insomma, una spiaggia dove c'è disciplina, pace. Eccessivo? Certo, ma forse c'è anche tanta nostalgia e bisogno di quei luoghi che non sembrino le solite bolge zeppe di gente maleducata. Qui ognuno si fa gli affari propri".

L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE - "Il Comune di Chioggia ha dato oggi tutto il supporto necessario alla questura e alla Digos, intervenute in città per verificare le notizie sullo stabilimento balneare Playa Punta Canna. Da domani anche la polizia locale di Chioggia effettuerà le verifiche del caso e se si configureranno infrazioni o irregolarità l'amministrazione prenderà le dovute contromisure". A dirlo è il vicesindaco, Marco Veronese: “Se ci saranno infrazioni alla normativa per quanto ci riguarda, profili penalmente rilevanti o irregolarità nella struttura – avverte – il Comune interverrà immediatamente. Per quanto ci riguarda – continua Veronese – abbiamo dato tutto il supporto necessario alla Questura e alla Digos nelle prime verifiche del caso. La notizia di reato è già all'attenzione dell'autorità giudiziaria e quindi l'iter farà il suo corso. La nostra polizia locale – conclude il vicesindaco – farà tutti gli approfondimenti del caso, poi partiranno sanzioni e procedure se per quanto di nostra competenza dovessero risultare problemi o irregolarità. Naturalmente se dovessero emergere davvero situazioni simili a quelle descritte dalla stampa, la condotta del titolare sarebbe da condannare di sicuro”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Primo caso di Coronavirus nel Veneziano: è un 67enne di Mira

  • Coronavirus, i dati aggiornati

  • Aumentano i casi positivi al coronavirus: aggiornamenti

  • Coronavirus, inizia la settimana più lunga: gli aggiornamenti

  • L'ordinanza del ministero della Salute e del presidente della Regione Veneto

  • Hanno partecipato al Carnevale di Venezia: scatta la quarantena nel Salernitano

Torna su
VeneziaToday è in caricamento