Vetro di Murano: "Ritornano le richieste di cassa integrazione, nel silenzio generale"

"Un distretto che resta in difficoltà, nonostante le promesse di sostegno al marchio fatte dal ministro Calenda, e quelle di apertura di un tavolo comunale, finora mai realizzato"

Sul distretto di Murano, poco tempo fa, il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, in vistita al museo del vetro sull'isola a fianco al sindaco Luigi Brugnaro, si era personalemnte impegnato al fine di iniziare un percorso per la tutela del marchio, capace di proteggere una produzione di importanza storica da contraffazioni e falsificazioni. Ma per la Filctem Cgil, ad oggi, nulla è cambiato. Anzi, sono ricominciate da parte di alcune aziende, le richieste di cassa integrazione per tamponare il calo della produzione.

Tavolo di lavoro

"Cambiano i governi, cambiano i sindaci ma per il vetro di Murano i problemi irrisolti continuano - scrive Michele Pettenò dei chimici -. Il sindaco Brugnaro aveva annunciato un tavolo di lavoro comunale con i protagonisti del vetro, squadra che lui stesso avrebbe coordinato. Ad oggi però ancora nessun segno, nessuna convocazione, e noi restiamo in attesa, preoccupati perché i problemi delle aziende dell’isola c’erano prima e continuano a esserci".

Premio di partecipazione

Nel distretto del vetro di Murano, come in altre realtà produttive del Veneziano, parti sociali e Confindustria non sono riuscite a trovare la quadra sul premio di partecipazione, nel biennio precedente. "Perciò - spiega il sindacato - su questa quota di salario, che sarebbe andata perduta dai lavoratori, il sindacato ha portato avanti un lavoro, azienda per azienda, siglando accordi per assicurare anche per il 2018 agli addetti il loro premio, facendo prevalere la concertazione, unica strada percorribile per trovare soluzioni ai problemi. Ma è quanto mai necessario intervenire con urgenza per impedire che l’isola si trasformi nell’ennesimo bazar cinese".

Campagna elettorale

"La situazione che denunciamo - continua Pettenò - è che il distretto di Murano è abbandonato a se stesso, un territorio in cui gli alberghi nascono e le fornaci chiudono, un settore che nel giro di qualche anno rischia di decimarsi ulteriormente e di lasciare spazi a speculazioni che nulla hanno a che vedere con la produzione del vetro. Ci piacerebbe sentire qualcuno che in questa campagna elettorale proponesse qualcosa di concreto e non le solite promesse che puntualmente si sciolgono come neve al sole. Nelle prossime ore invieremo una richiesta di incontro al Comune di Venezia per continuare a parlare di possibili soluzioni per il distretto di Murano, coinvolgendo non solo le istituzioni, ma tutti quei soggetti che a Murano lavorano e vivono".

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Pasquino
    Pasquino

    Nel silenzio più assordante il gruppo laguna proprietario della vetreria Ferro Lazzarini in Murano a chiuso due vetrerie e ha licenziato 35 dipendeti del settore vendite,e nessuno protesta,la vetreria nuova venier a murano a chiuso per circa un mese lasciando a casa tutti i venditori,e nessuno dice niente.Non ci sono solo i lavoratori assistiti dai sindacati che soffrono la crisi.

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