Il lungo applauso delle catene umane: «È scesa in piazza la città» | VIDEO

Ritrovo della manifestazione di stasera 1 giugno in campo Santi Giovanni e Paolo. Superate le 1500 persone secondo i comitati promotori. In piazza anche Area Ex-Gasometri

Foto del ritrovo delle catene umane in campo Santi Giovanni e Paolo

Un lungo, forte applauso partito da Santi Giovanni e Paolo e arrivato a San Francesco della Vigna, lungo le Fondamenta Nuove, a unire due catene umane. La manifestazione andata in scena nel tardo pomeriggio dell'1 giugno era stata annunciata qualche giorno fa dai comitati cittadini organizzatori: fra loro il gruppo Area ex gasometri, Italia Nostra, No nav e vari altri. «Non c'erano striscioni ma cittadini. Tanti», racconta Giovanni Leone, tra i promotori. In campo più di 1500 persone, secondo i dati dei militanti. La manifestazione confluita davanti all'ingresso principale dell'ospedale civile di Venezia si è dovuta sciogliere a un certo punto: le persone sono state avvertite dai poliziotti che stavano incorrendo in assembramenti. E loro hanno obbedito. Si sono sciolti. Ma prima è scattato l'applauso. Il segno della partecipazione (sotto video dell'applauso di stasera in campo Santi Giovanni e Paolo).

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Opere avulse

Foto e video a testimoniare l'evento. Per far sapere al signor Holler di Mtk, acquirente dell'area ex gasometri di San Francesco della Vigna a Castello, che quello spazio tanti veneziani lo vogliono pubblico. Mentre il progetto del privato che ha comprato la zona intende ottenere una riqualificazione attraverso la bonifica, per poter realizzare dei residence di lusso. Mtk lo ha fatto a Mestre, dove sono nati i nuovi alberghi che si stagliano in via Ca' Marcello come creazioni snelle, moderne e completamente avulse da tutto quello che le circonda. «Tolgono la visuale, levano spazio», tante volte è stato detto anche da chi abita a Castello e chi studia lì.

La monocultura

L'altra parte della catena è nata dalle Fondamente Nuove. C'è un pontile in costruzione qui, sono state pubblicate le foto sulla pagina Facebook dell'Area ex gasometri del comitato omonimo, che dovrebbe diventare attracco per i lancioni turistici, gli «autobus lagunari» che trasportano turisti in città. «Se l'obiettivo è scaricare l'area marciana, è privo di logica cambiare la porta d'accesso di quel turismo da monocultura», spiega Giovanni Leone, che è sempre lo stesso che aveva mostrato i suoi limiti per una città fragile come Venezia prima dell'emergenza, e che nel mezzo della pandemia Covid ha fatto venire meno quasi tutto: imprese, partite Iva, lavoro, cultura, negozi, alberghi, esercizi pubblici, ricettività. Se ne sono accorti in tanti. Hanno chiesto alle istituzioni locali e nazionali attraverso lettere e petizioni di fare marcia indietro. Di tornare, con l'occasione del Covid, a ridare a Venezia una parvenza di città abitabile e vivibile. Con appartementi, residenti, uffici, supermercati, scuole, biblioteche, palestre. L'applauso dei tanti di stasera evidentemente voleva farlo presente di nuovo.

Fondi pubblici

«Dopo decenni di problemi viene risolto il grave inquinamento del sottosuolo agli ex gasometri - scrive Leone, "architetto-cittadino non per lavoro ma per mestiere", riprendendo i punti del decalogo scritto da Mtk proprietaria attuale degli ex gasometri - Sarà eliminato il degrado urbano. Bonifica di terreni e acque di falda. Investimento privato di 4 milioni. Opera certamente utile che il privato è obbligato a realizzare a San Francesco della Vigna - dice Leone - L’interesse pubblico non può essere ridotto a esigenze di far cassa e i fondi pubblici, realizzati, servono a erogare servizi e a realizzare spazi e attrezzature pubbliche, come quelli previsti per l’area prima di approvare la cessione ai privati e a cui ora si rinuncia».

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