Shopping "no stop", Pasquetta all'insegna degli acquisti: centri commerciali aperti

Il tempo nel fine settimana pasquale non sarà probabilmente dei migliori, e sono previste grosse affluenze nei templi dello shopping. I sindacati: "I dipendenti si astengano dal lavoro"

I centri dello shopping non chiudono mai, questo è risaputo. E lo sanno molto bene i lavoratori, costretti a turni anche quando, invece, ci si dovrebbe dedicare alla famiglia e al riposo. La solfa non cambierà nemmeno a Pasquetta, con le grandi catene di distribuzione che saranno aperte con orario regolare, dalla mattina alla sera. Probabilmente facendo leva anche sul possibile maltempo che si dovrebbe abbattare a Venezia e provincia. Se quindi a Pasqua i centri commerciali terranno le serrande abbassate, lo stesso non si potrà dire per il giorno successivo, il Lunedì dell'Angelo.

Domenica sarà giornata di grandi pranzi in famiglia, lunedì, invece, potrebbe essere all'insegna dello shopping. Cieli coperti e possibili piovaschi, infatti, hanno già messo in allarme molte persone, pronte a rinunciare alle tradizionali grigliate per la paure di ritrovarsi in mezzo ad un acquazzone. Insomma, sembra proprio che i templi dell'acquisto siano comunque preferiti, anche quando, pur non essendolo, dovrebbero essere chiusi. I grandi magazzini del territorio, il Valecenter di Marcon, la Nave de Vero a Marghera e l'Auchan a Mestre saranno aperti dalla mattina alla sera (dalle 8/9 del mattino fino alle 20/21 la sera). Anche l'Outlet di Noventa di Piave osserverà orario regolare, così come i Giardini di Jesolo e il Coin a Venezia (dalle 11 alle 20).

La scelta è ampia, anzi, totale. Ma se i negozi rimarranno aperti, inevitabile sarà il malcontento di commesse e dipendenti, di fatto costretti a lavorare anziché passare le festività in famiglia o con gli amici. Non sono mancate, chiaramente, le proteste dei sindacati, che invitano i dipendenti all'astensione dal lavoro: "Ribadiamo che con le aperture selvagge la nostra società deperisce e smarrisce i valori più pregnanti dell'uomo in nome del profitto - scrivono in nota ufficiale Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl Veneto e Uiltucs-Uil - Dentro questa deriva il consumo diviene l'unica dimensione in cui vivere e tutti gli altri valori che definiscono la nostra esistenza di uomini e di donne vengono cancellati. Le aperture dei negozi nelle giornate festive segnano un profondo stravolgimento delle radici culturali, religiose e civili non solo italiane ma dell'intero occidente".

"La disponibilità al lavoro festivo - ribadiscono - è una scelta libera e autonoma di lavoratrici e lavoratori. Recenti sentenze confermano la nostra posizione, che il datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva e definisce illegittima l’eventuale sanzione disciplinare a punizione del rifiuto al lavoro festivo, se non vi è stato preventivamente un assenso di quest’ultimo".

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