Verifiche dopo l'incendio, il Prisma resta inagibile. Pulitura a secco sotto sequestro

Tecnici dell'Arpav e dell'Ulss al centro commerciale di Santa Maria di Sala coinvolto da un rogo scoppiato nei giorni scorsi. "Copertura in amianto a norma, già oggetto di bonifica"

Foto Arpav

I tempi si allungano per la riapertura del centro commerciale Prisma di Santa Maria di Sala, coinvolto da un incendio il 15 luglio. Alle 10 di martedì due tecnici Arpav e due dello Spsal (Ulss) hanno verificato lo stato dei luoghi, riscontrando che tutta la struttura - la cui proprietà è Tommasini Spa - resta chiusa dai vigili del fuoco per inagibilità; la zona del punto da cui sarebbe partito l'incendio, ovvero la pulitura a secco, è invece sotto sequestro.

Nel corso del sopralluogo è stata riscontrata, nel punto di partenza dell'incendio, la presenza di frammenti di cemento amianto dovuti al collassamento di una parte della copertura soprastante di onduline in eternit. La copertura comunque era stata oggetto di intervento di bonifica con incapsulamento e ricopertura in lamiera. Arpav non ha eseguito nessun campione. Gli operatori torneranno sul posto una volta che i vigili del fuoco ne avranno confermato l'agibilità, e a quel punto procederanno per le rispettive competenze a indicare le misure da seguire per l'allontanamento dei rifiuti prodotti. Solo successivamente sarà possibile dare il via ai lavori di ripristino.

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