«Poliziotti in aeroporto senza nessuna indicazione e DPI, chi lo sapeva?»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Venezia, 28 marzo 2020 – Nel tardo pomeriggio di ieri, sono partiti dall’aeroporto Marco Polo di Tessera-Venezia due voli umanitari diretti a Costanza (Romania) con circa 400 persone. Ed è successo quello che mai volevamo vedere e che accadesse. Attorno alle 15, in massa, si sono riversati all’interno dell’aerostazione, e una parte di loro era giunta scortata dal campo nomadi di Trento dalla polizia municipale. Siamo in piena emergenza sanitaria, non c’è angolo del mondo che se ne parli, ma qualcuno si permette di non dare precise informazione e indicazioni a coloro che, assieme a medici e personale sanitario, sono in prima linea: i poliziotti. I colleghi hanno cercato, con difficoltà, assieme a personale medico della croce rossa e della protezione civile, a tenere distanziate le persone alcune con mascherine altre senza, senza creare ulteriori disagi nella gestione dei passeggeri stessi visto che il personale aeroportuale addetto all’accettazione/imbarco era ridotto in quanto in cassa integrazione. Ma alcune domanda sorgono spontanee: ma qualcuno era a conoscenza di questi voli umanitari, e non ha provveduto ad avvisare i colleghi nella gestione, magari facendoli entrare a piccoli gruppi? Chi non ha dato le immediate indicazioni necessarie? Perché non sono stati dati i DPI e il gel igienizzante ma avevano solo mascherine tipo chirurgiche e guanti? Oltre a ciò, si è aggiunto il fatto che personale medico evidenziava la presenza anche di un paio di passeggeri in stato febbrile, i quali venivano successivamente allontanati senza farli imbarcare. A tutti questi dubbi, vogliamo subito delle risposte. E non le solite…..cerchiamo di fare squadra. L’unica squadra che è stata fatta ieri, è quella fra i colleghi che erano presenti e che senza se e senza ma hanno preso in mano la situazione e cercato le soluzioni. Basta chiacchiere, l’ammassamento di persone accaduto va contro ad ogni direttiva emanata dagli organi istituzionali e che continuano a sensibilizzare e a disciplinare come le distanze tra individui al fine del contenimento al contagio da COVID-19. Vogliamo delle risposte, e le vogliamo subito.

Giorgio Pavan, segretario provinciale SAP

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