Mondo del ciclismo in lutto: è morta in Germania Chiara Pierobon

L'atleta professionista, che militava per la GS Top Girls Fasa Bortolo di Spresiano, ha perso la vita sabato per una sospetta embolia polmonare

Una notizia che sconvolge il mondo del ciclismo in rosa. Chiara Pierobon, atleta professionista di 22 anni, ha perso la vita sabato mentre si trovava con la sua squadra, la GS Top Girls Fassa Bortolo in trasferta in Germania. 

La giovane veneziana, residente a Santa Maria di Sala, con le compagne di team stava raggiungendo le strade della VII Prova di Coppa del Mondo, quando a un certo punto l'atleta è stata colpita da un malore. Portata in ospedale a Ingolstadt, le sue condizioni sono precipitate fino ad arrivare al decesso. Immediatamente soccorsa dal pronto intervento tedesco, la 22enne non ce l’ha fatta. Secondo l'ufficio stampa della squadra, si sospetterebbe che a causare il decesso sia stata un'embolia polmonare che non avrebbe lasciato scampo alla ragazza. "La squadra e tutto lo staff si stringono attorno alla famiglia ricordando Chiara", dichiara la GS Top Girls. 

La giovane aveva appena conquistato la convocazione nella nazionale Under 23 femminile, con cui avrebbe dovuto disputare gli Europei in Estonia sabato prossimo, a Tartu. Nella scorsa stagione era stata convocato dal commissario tecnico Edoardo Salvoldi per i Mondiali di Ponferrada. Un'atleta in grande ascesa, che aveva fatto della passione per la bici uno stile di vita. Energia e talento da vendere, da conciliare però con gli studi. La giovane infatti era iscritta alla facoltà di Lingue occidentali a Ca' Foscari, che frequentava soprattutto nel periodo invernale. Quando iniziava la stagione delle gare, infatti, c'era tempo solo per l'agonismo. Del resto fin da quando era piccolina e aveva solo sette anni aveva fatto proprio il sogno di diventare una ciclista della Nazionale. Con fatica e impegno Chiara aveva realizzato i suoi sogni, che si sono però infranti in un maledetto sabato d'agosto. La giovane aveva vinto il campionato italiano su strada nel 2006 e il campionato italiano di corsa a punti e velocità (su pista) nel 2007. Era una delle promesse del ciclismo femminile, rimasto sotto shock per  la tragedia.

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