Gli ultimi migranti lasciano Conetta, l’hub chiuderà entro due giorni

Da mesi iniziati i trasferimenti dei richiedenti asilo dell'ex base militare verso altri centri. La chiusura annunciata un mese fa dal ministro Salvini, confermata dal prefetto Zappalorto

Foto: Cona

Mancano due giorni alla chiusura dell'ex base missilistica di Cona, centro di accoglienza per richiedenti asilo del Veneziano. Qualche decina i migranti da smistare in altri centri e poi i fabbricati resteranno disabitati, come annunciato un mese fa dal ministro Salvini, e come ribadito nelle scorse ore dal prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto.

Svuotamento progressivo

«Le tensostrutture saranno smantellate», aveva annunciato il prefetto negli utimi mesi. «Ciò che chiedevamo inascoltati da tempo immemore è divenuto realtà - era stato l'annuncio del governatore del Veneto Luca Zaia -. Grazie al ministro Salvini per il grande lavoro fatto e per la promessa mantenuta». Conetta a gennaio ospitava poco meno di 750 persone. A fine novembre ne sono rimaste circa 300: uno svuotamento andato avanti nel corso di tutto l'anno. Molti cittadini stranieri sono stati risistemati in hub italiani, anche se con le nuove leggi diventa difficile, tanti avrebbero fatto perdere le loro tracce, stando ai dati disponibili, magari cercando di raggiungere amici e perenti in altri paesi europei, o forse finendo nelle maglie dell'illegalità. Oltre un migliaio di persone ha trovato rifugio in Veneto negli anni, non solo a Cona ma anche nel Trevigiano e nel Padovano. Qui un'altra base è stata da poco chiusa, quella di Agna, a settembre scorso. Ardua anche la strada dei rimpatri, nel caso dei permessi umanitari, che comportano una grande messa a disposizione di risorse e tempi lunghi.

L'ultimo incidente a Conetta

Risale alla fine dell'estate, quando uno dei tendoni andò a fuoco senza fortunatamente causare feriti gravi. Una tensostruttura di plastica e tessuto distrutta a causa del fuoco partito da un fornelletto, dove trovavano riparo circa 100 persone. Alcuni migranti rimasero intossicati, ma furono medicati sul posto, mentre i documenti e gli effetti personali di alcuni ragazzi ospiti rimasero danneggiati e irrecuperabili.


 

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