A volte ritornano, dopo trent'anni chiuso un "bordello" in città

Gli agenti della polizia locale ieri notte hanno fatto irruzione in un appartamento a luci rosse in zona Santi Apostoli gestito da una 45enne colombiana. Alle sue dipendenze nove ragazze

Si stavano apprestando al "tour de force" del periodo di Carnevale. A far saltare i piani, l'irruzione di stanotte degli agenti della polizia locale. Da un paio di mesi le forze dell'ordine tenevano d'occhio una casa d'appuntamenti in zona Santi Apostoli, al civico 4651. Il continuo viavai di persone, sia del posto che turisti, aveva fatto insospettire gli inquirenti. Si facevano "ospitare" gondolieri, impiegati, liberi professionisti e camerieri. La voce, infatti, si era sparsa velocemente in città.

 

Gli Indizi che qualcosa di illecito si stesse compiendo erano corroborati anche dalle segnalazioni preoccupate dei residenti e dalla presenza massiccia di annunci sui giornali che pubblicizzavano una casa di appuntamenti a Venezia. L'appartamento a luci rosse, "attivo" da sei o sette mesi, era gestito da una cittadina colombiana di 45enni residente a Siviglia che aveva alle sue "dipendenze" nove ragazze tra i 25 e i 40 anni, di cui otto brasiliane e una romena. La donna le reclutava nel mondo dei night clug e le "turnava" a coppie. Due ragazze stavano nell'appartamento un mese e poi il cambio.

 

Durante l'irruzione sono state trovate due delle donne "impegnate" con altrettanti clienti. I turisti venivano indirizzati lì da alcuni portieri d'albergo compiacenti. Per ritrovare un'operazione simile in centro storico bisogna risalire a circa trent'anni fa. Le indagini si sono avvalse anche di alcuni agenti in borghese che, una volta all'interno della casa di piacere, non hanno potuto far altro che certificare quanto accadeva lì dentro. Durante l'irruzione nell'appartamento, posto sotto sequestro, è stato trovato tutto il materiale necessario per "intrattenere" i clienti.

 

Il giro d'affari stimato, per gli ultimi sei mesi, ammonterebbe ad almeno 150mila euro complessivi. Le prestazioni, infatti, venivano pagate non meno di 100 euro. La quarantacinquenne colombiana è stata denunciata a piede libero per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, mentre le due ragazze sorprese "al lavoro" sono state una aiutata a rientrare nel proprio Paese e l'altra, con un permesso di soggiorno spagnolo, lasciata libera di restare in Italia.

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