Comitatone per Venezia, ok ai 320 milioni che mancano per completare il Mose

Brugnaro: «È andato bene. Grazie al premier Conte». Legge speciale finanziata per 10 anni, subito 265 milioni. «Un miliardo e mezzo per la città». Un comitatone entro dicembre e un aggiornamento mensile dal Prefetto

Comitatone martedì, foto Twitter Luigi Brugnaro

Dopo due anni è tornato a riunirsi il comitatone per Venezia, oggi 26 novembre, a Roma. La "squadra" è quasi identica rispetto al 2017, quando c'erano il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, il governatore del Veneto Luca Zaia, i sindaci Luigi Brugnaro (Venezia), Alessandro Ferro (Chioggia), Marco Dori (Mira), Valerio Zoggia (Jesolo), Roberta Nesto (Cavallino-Treporti) e il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale, Pino Musolino. Come allora, il sottosegretario all'Economia oggi è il veneziano Pier Paolo Baretta. Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti invece è Paola De Micheli, vice di Nicola Zingaretti del Partito Democratico, a cui si aggiunge quello ai Beni culturali, Dario Franceschini. Le parole del sindaco Luigi Brugnaro al termine del tavolo:

Ok ai 320 milioni che mancano per completare il Mose, in un quadro di 5 miliardi e 493 totali. Legge speciale finanziata per 10 anni, subito 265 milioni. E altri 60 per il 2020. «Un miliardo e mezzo per la città». Un comitatone entro dicembre e un aggiornamento mensile dal Prefetto. Sono le partite principali decise al termine del Comitatone. Cronoprogramma per la fine lavori al 31 dicembre 2021. «Dalla riunione di oggi usciamo con un risultato storico per Mira e per i comuni di gronda - scrive Marco Dori, sindaco di Mira - Per la prima volta il governo ha stanziato risorse della Legge speciale per il Comune che rappresento. Un finanziamento di 1,8 milioni di euro (per gli anni 2018 e 2019). Inoltre, per il prossimo anno (2020) aumento delle somme a disposizione dei Comuni. Al Comitatone ho proposto di rendere strutturali questi finanziamenti».

Il sindaco Brugnaro aveva incontrato stamattina il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e a lui aveva espresso gratitudine per «l'affetto e la vicinanza che, anche nei giorni terribili dell'acqua alta, ha sempre dimostrato per Venezia». Sul tavolo l'emergenza. Il cambiamento climatico, l'alluvione e il dopo alluvione del 12 novembre scorso, le grandi opere, il rifinanziamento della legge speciale, le navi.

Fuori c'erano anche i movimenti di "opposizione", i comitati No Grandi Navi e FridaysForFuture di Venezia-Mestre che hanno esposto i loro striscioni davanti a Montecitorio proprio perché il Comitatone discute di emergenza acqua alta e del proseguimento dei lavori del Mose.

Le navi

Le crociere «che assediano la laguna», e il porto commerciale, scrive il presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano, Giovanni Martini -. Due cose da tenere distinte. Il porto commerciale, che è parte integrante della storia economica e politica di Venezia, oggi è chiamato a fare scelte radicali. Le crociere sono invece frutto della globalizzazione turistica che cerca di imporre regole, costi e danni». «Ai rappresentanti del governo - ha detto il sindaco Luigi Brugnaro - ricorderò che c'è un accordo da 70 milioni di euro, firmato con Renzi, per i marginamenti a Porto Marghera. Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa mi aveva assicurato che sarebbero stati sbloccati entro la fine dell'anno. E poi ci sono altri 178 milioni firmati sempre dal governo».

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