Bettin: "Venezia è luogo di confronto privilegiato su un futuro alternativo"

L'assessore all'ambiente del Comune di Venezia traccia il bilancio della Conferenza internazionale sulla Decrescita. L'edizione lagunare è stata la più partecipata fra quelle tenutesi finora (dopo Parigi 2008 e Barcellona 2010)

 

Venezia luogo di confronto tra visioni alternative sulla grande transizione dall'attuale sistema economico ad uno diverso, tutto da costruire. Così Gianfranco Bettin, assessore all'ambiente del Comune di Venezia, traccia il bilancio della Conferenza internazionale sulla Decrescita. L'edizione lagunare è stata la più partecipata fra quelle tenutesi finora (dopo Parigi 2008 e Barcellona 2010) con centinaia di presenti ai gruppi di lavoro e migliaia alle occasioni pubbliche. Si è trattato di un momento importante di confronto ed elaborazione intorno a una visione alternativa dell'economia e della società, capace di ispirare stili di vita personali e forme associative che ne rappresentano la vera e capillare, reticolare energia di trasformazione. Il confronto di questi giorni, per Bettin, non resterà senza seguito, e lascerà segni.
 
 
"Venezia è città da sempre attraversata da visioni diverse e, in particolare nel corso dell'ultimo secolo e tuttora, è stata ed è oggetto di visioni - spiega - che ne vorrebbero omologare la storia, l'identità, le funzioni, alla logica dominante dello sfruttamento intensivo, della speculazione e mercificazione". Ma Venezia, continua, "é anche da sempre capace di resistenza, e di 'resilienza' (la capacità degli habitat di ricostituirsi nonostante le ferite subite), e in essa vivono visioni alternative a quelle finora distruttivamente dominanti. La transizione a cui alludono, la ricerca e le idee così intensamente presenti in questi giorni alla Conferenza sono già nella storia e nell'evoluzione della città". L'esito di questo confronto, conclude, non è affatto scontato: "ogni giorno se ne ha la prova, ma questi giorni hanno confermato la forza e la credibilità delle idee di chi non si rassegna a un mondo, e a una città, che dissipano risorse, energia, beni che dovrebbero essere comuni, gestiti con lungimiranza e misura, lasciati in eredità alle nuove generazioni".
(ANSA)

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