Brugnaro: «Una tragedia, servono il Mose e la legge speciale». Arrivato il premier Conte

Conferenza stampa con il governatore Zaia. Il patriarca: «Mai visto nulla del genere». Il sindaco: «Se il Mose fosse stato attivo, avremmo evitato tutto questo»

«È una tragedia, lo capiremo man mano che arriveranno i conti. Da qui dobbiamo ripartire, trovando soluzioni e restando uniti». Sono le parole del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il giorno dopo l'acqua alta eccezionale che ha sommerso la città arrivando a 187 centimetri, il secondo valore più alto di sempre. «Ringrazio tutti coloro che si sono prodigati in queste ore - ha detto -. Ringrazio le forze dell'ordine, i volontari della protezione civile e i vigili del fuoco, gli operatori del centro maree e delle società partecipate. Tutti si sono rivelati straordinari anche grazie al nuovo protocollo d'emergenza che è stato siglato dopo i fatti di un anno fa, quando l'acqua si era fermata 20 centimetri più in basso. 20 centimetri che fanno la differenza e che hanno portato a questo dramma». Più tardi, verso sera, il sindaco ha anche accolto il presidente del consiglio Giuseppe Conte e la ministra Paola De Micheli, arrivati a Venezia per una riunione tecnica.

«Servono il Mose e la legge speciale»

«Con ogni probabilità ieri sera abbiamo riportato danni per centinaia di milioni di euro - ha detto Brugnaro -. Ci sono 5 battelli Actv fermi sulle rive che mettono in difficoltà il sistema di trasporti pubblici. Una cosa è certa: il Mose avrebbe evitato tutto questo. Va concluso e vogliamo partecipare alla gestione del sistema di barriere mobili, inserendolo in un piano più generale che coinvolga anche idrovore, sistema antincendio o fognature. Dobbiamo difendere la città. Dopo i 194 centimetri del 1966 lo Stato capì che Venezia meritava una Legge speciale, biglietto da visita di tutto il Paese. Lo è oggi come allora. Di fronte a questa tragedia siamo tutti veneziani e abbiamo due scelte: o ci dividiamo o ci uniamo, anche come istituzioni. Se vogliamo evitare che un giovane se ne vada dobbiamo fornire soluzioni, dobbiamo dargli certezze. Partiamo dall'emergenza, abbiamo un'occasione storica per risolvere i problemi facendo squadra. Adesso il mondo ci osserva: se muore Venezia, muore il Paese». C'è anche chi pensa che il Mose, almeno finché non è in funzione, sia dannoso, perché l'isola artificiale realizzata alla bocca di porto del Lido contribuirebbe ad aumentare la velocità della corrente. Ne è convinto il Gruppo 25Aprile, che sul tema ha consegnato una lettera al premier Conte.

Rischio di nuove alluvioni

Anche il governatore Luca Zaia ha parlato di una «autentica tragedia», ricordando che il maltempo ha colpito anche altre località del litorale, che un vento così forte non è facile da prevedere e che i bollettini meteo per le prossime ore non sono buoni: «Si prospetta uno scenario simile a quello del 2010 - ha detto - Le nevicate precoci che si sciolgono per le alte temperature, i corsi d'acqua che si riempiono e il vento di scirocco che impedisce al mare di ricevere. Rischiamo di assistere ad altre alluvioni».

La fragilità della città e di San Marco

Il patriarca Francesco Moraglia per prima cosa ha rivolto un pensiero «a chi ha perso la vita». Poi ha ricordato ciò che ha visto ieri sera: «Non ho mai assistito a una cosa del genere - ha detto -. In piazza San Marco c'erano delle onde che sembrava di essere in riva al mare. Io dico che Venezia non è una città bella, è una città unica, che deve essere capita. Spero che questa sia un'occasione per ripensare la città. C'è un sistema di difesa che non entra mai in atto, c'è il passaggio delle navi. Ci sono degli interessi, ma io penso alla città da veneziano. Stamattina abbiamo visto della gente disperata. La basilica soffre dei drammi strutturali, l'acqua che la invade è salata quindi fa danni irreparabili alla parte bassa, ai mosaici, ai pavimenti, alle colonne. Su questo auspico l'attenzione del governo».

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