Alla Ilnor di Scorzè nessun passo indietro: esuberi confermati

Martedì l'incontro in Regione tra l'azienda e i sindacati: resta il piano di difesa della continuità aziendale, a casa circa cinquanta lavoratori

I lavoratori della Ilnor durante alla manifestazione del 13 ottobre

Nessun lieto fine per i lavoratori: lo rende noto la Ilnor con un comunicato martedì pomeriggio, in seguito all'incontro in Regione con le sigle sindacali, con cui si conferma il "piano di difesa della continuità aziendale presentato lo scorso 7 ottobre". La società ha predisposto per il tavolo di lavoro gli approfondimenti richiesti sul contesto economico di riferimento (il mercato europeo e italiano del rame) e le sue ricadute sull’attività aziendale. È così emersa la "necessità di avviare azioni volte al recupero di un nuovo equilibrio tra costi e ricavi per garantire la continuità aziendale".

Secondo Ilnor, infatti, in Europa c'è un forte rallentamento del consumo di rame e delle sue leghe, e nessun dato che possa far pensare a un miglioramento. "Pur avendo incrementato del 5% la quota di mercato in Italia nei primi nove mesi dell’anno - si specifica - I volumi di vendita di Ilnor hanno scontato la contrazione del comparto (-14%). Ora l’unica leva per far fronte alle ingenti perdite è rappresentata da un processo di riduzione dei costi".

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Questo, spiega Ilnor, avverrà attraverso tre azioni: parziale trasferimento delle linee di colata continua adibite alla produzione delle bandelle di bronzo da Scorzè a Brescia; trasferimento di un forno di ricottura statica da Scorzè a Brescia; accorpamento delle funzioni amministrative, dell’IT, acquisti, vendite, programmazione ed ingegneria di processo. Ilnor, sospendendo l’attività di fusione, resterà focalizzata essenzialmente sulle attività di laminazione di finitura e sulle lavorazioni a valle, rispettando la sua attività caratteristica originaria. Significa che nel giro di 8 mesi il numero massimo di addetti non potrà essere superiore alle 80 unità (ora sono 130). "Al fine di minimizzare il disagio socio-occupazionale - conclude la nota - Ilnor ha ribadito la più ampia disponibilità a valutare gli strumenti percorribili che risulteranno essere più idonei".

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