Blitz degli animalisti per liberare un coniglio: "Imprigionato in condizioni vergognose"

A diffondere la notizia è il "fronte di liberazione animale", i cui attivisti avrebbero fatto ingresso in un'abitazione di Scorzè durante la notte: "Viveva immerso nelle proprie feci"

Si sono introdotti nel giardino di un'abitazione in via Moglianese a Scorzè per liberare un coniglio nano. Autori del gesto gli attivisti del fronte di liberazione animale (Alf), che hanno definito "vergognose" le condizioni in cui l'animaletto era tenuto: "Viveva dentro una gabbia fatiscente ed esposto agli agenti atmosferici, immerso nelle proprie feci, quel poco cibo che aveva era intriso di urina e umidità della notte". "Sappiamo che nella stessa gabbia - aggiungono - erano presenti altri conigli, morti purtroppo di stenti".

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"Malato e debilitato"

"Una volta divelta la gabbia - raccontano - il coniglio è stato prelevato e portato al sicuro a centinaia di chilometri dal suo aguzzino. È in condizioni di salute precarie, presenta una forte infezione polmonare e delle lacerazioni della cute dovute o a morsi di altri animali o a escoriazioni provocatesi sulla rete della gabbia, ma non si lascerà nulla al caso e si farà di tutto per ristabilirlo e rendergli una vita fatta d'amore che fino ad ora non ha avuto".

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