Altri 65 milioni dal ministero per l'emergenza. Brugnaro: «Venezia dev'essere informata sul Mose»

Il 26 novembre data del Comitatone per fare il punto sugli interventi per la città. Il governatore Zaia ha riepilogato i danni anche nel resto della regione. «Abbiamo chiesto un secondo commissario»

Sono pronti 65 milioni di euro per la salvaguardia e la conservazione della laguna di Venezia, 46 dei quali destinati alla città che nei giorni scorsi ha vissuto la drammatica ondata di acqua alta. Lo fa sapere il ministero delle Infrastrutture, spiegando che si tratta di fondi contenuti nella legge speciale su Venezia, rifinanziata dalla scorsa legge di Bilancio, che sono stati sbloccati dalla ministra Paola De Micheli. Le risorse sono aggiuntive rispetto ai 20 milioni già stanziati dal consiglio dei ministri che ha concesso lo stato di emergenza; oltre che per il comune di Venezia, sono destinate  a Chioggia, Mira, Jesolo, Cavallino-Treporti, Musile di Piave, Campagna Lupia, Codevigo e Quarto Altino. Secondo De Micheli, potranno essere impiegate per interventi di varia natura a salvaguardia della laguna: protezione delle sponde, riqualificazione delle banchine, opere di dragaggio, viabilità e recupero di immobili.

Comitatone il 26 novembre

Nel primo pomeriggio il sindaco Luigi Brugnaro, nel corso del consiglio comunale, ha annunciato che il prossimo 26 novembre si terrà il Comitatone (il comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla laguna di Venezia) e ha aggiunto: «Dobbiamo essere informati sullo stato di avanzamento dei lavori del Mose. Bisogna terminare le opere complementari ed effettuare una costante manutenzione anche delle opere minori». Il primo cittadino ha aperto il suo intervento ringraziando chi ha lavorato per fronteggiare l’emergenza: protezione civile, forze dell’ordine, polizia locale, vigili del fuoco e Suem. Ancora, il personale di Actv e Avm, di Veritas, dell’Enel e delle altre aziende che forniscono i servizi. «Senza dimenticare i giovani, - ha ricordato il primo cittadino - che si sono rimboccati le maniche per aiutare concretamente a ripulire la città, e i giornalisti di tutto il mondo, che hanno raccontato quanto è accaduto».

La devastazione del maltempo e il secondo commissario

Il presidente della Regione, Luca Zaia, ha detto invece di aver chiesto un secondo commissario «oltre al sindaco Brugnaro che gestirà la situazione di Venezia e delle isole, per gestire la ricostruzione e il ripristino nei territori della regione massacrati da piene di fiumi, frane, dissesti e scomparsa di chilometri di spiaggia». Il governatore ha fatto il punto dei danni su tutta la regione, spiegando che sono «devastati la costa, le spiagge ed il litorale», oltre che ampie zone della montagna che hanno subìto frane e  smottamenti. «A Bibione 100.000 metri cubi di spiaggia sono stati inghiottiti, distrutti i sottoservizi. Danni anche a Caorle ed Eraclea, a Jesolo oltre un km di lungomare, verso la Pineta, non esiste più. Poi c’è tutta la parte verso il Polesine. La spiaggia di barricata è sparita, mentre la Sacca degli Scardovari è devastata. Su 70 cavane, 50 sono state distrutte, anche quelle che erano state appena ricostruite dopo Vaia».

«In dieci giorni sono caduti dai 400 ai 700 mm di acqua – ha sottolineato Nicola Dell’Acqua, direttore dell’area tutela del territorio della Regione – si tratta della quantità che lo scorso anno si è registrata in 48 ore in occasione di Vaia. Il problema è rappresentato dall’ingrossamento dei fiumi in simultanea con l’alta marea che ha colpito pesantemente Venezia e le isole. Questo ha mandato in crisi la rete secondaria e provocato parecchi problemi in montagna, in particolare in alcuni cantieri di Vaia e nell’area nord-orientale».

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