Ecoprogetto Fusina: Consiglio comunale straordinario

Convocazione mercoledì 27. M5S e altre forze di minoranza chiedono chiarimenti sull'aggiornamento dell'impianto ora all’esame della Regione per la Via. «Evitare nuovi termovalorizzatori, si può»

Ecoprogetto, foto pagina web: https://www.divisionenergia.it/progetto/ecoprogetto-venezia

Un Consiglio comunale straordinario è stato chiesto da M5S di Venezia, e altre forze politiche di minoranza, per trattare il tema dell'apertura di nuove linee di smaltimento dei rifiuti, presentata alla Regione Veneto da Ecoprogetto Venezia (società partecipata da Veritas con Asvo, Bioman, Agrilux e Savno), nell’impianto di Fusina.

Ecoprogetto

Come si legge sul sito web, Ecoprogetto si occupa dei sistemi che permettono di «trattare il rifiuto secco proveniente dalla raccolta differenziata per produrre Combustibile Solido Secondario (Css), che verrà poi utilizzato in co-combustione con il carbone nella centrale termoelettrica di Enel a Fusina». Questo perché i consumi di energia di Ecoprogetto sono legati alla produzione del Css. Alcuni movimenti ambientalisti, come Opzione Zero, si sono opposti al progetto, che attualmente attende la Via (valutazione impatto ambientale) dalla Regione. Il Consiglio comunale chiesto avrà luogo mercoledì 27 a Ca’ Loredan, fa sapere il M5S che aggiunge: «Il progetto di aggiornamento tecnologico, del polo impiantistico di Fusina, lo porterà a diventare il più grande del Veneto, in grado di bruciare oltre 363 mila tonnellate di rifiuti all’anno». Per questo hanno chiesto di «avere puntuali delucidazioni».

Il potenziamento

«Abbiamo preso l’iniziativa di chiedere all’Amministrazione di sentire i vertici di Veritas e di Ecoprogetto, poiché non è stato comunicato ai consiglieri il cambiamento in seno a questa società partecipata da Veritas, a sua volta controllata dal Comune. Riteniamo che la cittadinanza meriti massima trasparenza - dichiara la capogruppo del M5S Sara Visman e afferma di  - ritenere questa richiesta di potenziamento degli impianti di smaltimento dei rifiuti di Fusina non condivisibile, portando alternative all'incenerimento dei rifiuti».

La provenienza dei rifiuti

Il Movimento chiede di sapere da dove arriveranno i rifiuti per alimentare l'impianto. Non risulterebbe, dai documenti certificati Arpav del 2017, che dal bacino di raccolta Veritas arrivi tutto il quantitativo di differenziata che andrebbe trattato e che giustifica i costi del progetto. Inoltre, i 5 Stelle vogliono sapere quanti rifiuti si dovranno bruciare se, per ammortizzare l’impianto, ci vogliono 30 anni. «Qual è l’interesse della collettività in questa operazione di espansione del polo impiantistico di Fusina? - chiede il M5S e afferma - l’obiettivo è la riduzione dei rifiuti, non il potenziamento della raccolta e dell’incenerimento».

Le strategie del M5S

«Evitare la costruzione di nuovi termovalorizzatori è doveroso - conclude Visman - e si può, se si attuano specifiche strategie». Ridurre e riutilizzare il compostaggio di comunità per l’umido: rivendendo a chilometro zero il terriccio, concime o altro. Potenziare la raccolta porta a porta, già al 60%, portandola all’80%. Incentivare e premiare la distribuzione di prodotti sfusi, scoraggiando l’uso degli imballaggi. Differenziare il rifiuto del turista, risparmiando soldi provenienti dalla tassa di soggiorno. E infine, dice il Movimento, «modificare la Tari: basare il conteggio sulla tariffazione puntuale (quello che viene realmente conferito) e non sulla superficie occupata. Paga meno chi produce meno».


 

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