Polo aeronautico a Marghera, il progetto fa breccia: "Ma servono le carte entro luglio"

Ok unanime dal Consiglio comunale giovedì a due mozioni a difesa di Ilnor e Superjet. Ufficializzato il piano con la Sukhoi. Brugnaro: "Ne ho parlato col ministro Calenda"

Un polo di produzione industriale aeronautica a Porto Marghera? Non solo c'è un'intesa di massima con i russi, ma serve anche pigiare il piede sull'acceleratore. Perché, come è stato spiegato durante la seduta straordinaria del Consiglio comunale di giovedì in municipio a Mestre, "le carte per Mosca devono essere pronte entro metà luglio". Se poi son rose fioriranno, ma questo sembra essere allo stato lo sbocco principale della querelle Superjet: a metà dicembre Leonardo-Finmeccanica, controllata dal governo, ha annunciato la dismissione delle sue quote nella joint-venture con la russa Sukhoi con sede a Tessera. Dal 51% le quote italiane sono passate al 10%, lasciando via libera a una nuova società. 

I lavoratori si sono detti preoccupati, chiedendo garanzie per la loro occupazione in attesa del nuovo piano industriale della società: "E' lecito immaginare che i vincoli sociali siano meno pressanti - ha dichiarato Michele Valentini, della Fiom Cgil - si parla di 90 dipendenti che potrebbero essere assorbiti in altre sedi Finmeccanica. Famiglie che saranno costrette a fare le valige". Martedì scorso l'incontro tra il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e il viceministro russo all'Industria, Oleg Bocharov: "La loro proposta è di costruire un parco tecnologico aeronautico a Porto Marghera - ha spiegato il primo cittadino - Eni di darà delle aree che potremmo cedere. Assieme potremo lavorare per istituire una zona franca doganale che potrebbe essere allargata anche ad altri investitori. Potremmo passare di mano i terreni al costo simbolico di un euro. Non voglio illudere nessuno però - ha concluso - Stiamo tutti lavorando per il rilancio dell'azienda, ma la partita è di livello internazionale. Servono le bonifiche, senza se e senza ma. Serve che il piano industriale sia conveniente". 

Per l'incontro di martedì scorso si sono spesi molto il presidente della IX Commissione consiliare, Paolo Pellegrini, e il consigliere Bruno Lazzaro: "Vedo la luce in fondo al tunnel - ha commentato quest'ultimo - la giunta ha dato il suo appoggio. Ma serve l'aiuto di tutti". I russi di Sukhoi hanno già indicato una persona che andrà a visionare i terreni, mentre poco prima del Consiglio di giovedì il sindaco Brugnaro ha avuto una conversazione telefonica con il ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda: "Gli ho parlato anche della Ilnor - ha spiegato il titolare di Ca' Farsetti - le istituzioni si stanno muovendo". 

Sulla stella lunghezza d'onda l'assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, che in Consiglio è intervenuta anche sulla vertenza aziendale dello stabilimento di Gardigiano di Scorzè, illustrata del sindaco del paese veneziano, Giovanni Battista Mestriner, a inizio seduta di Consiglio: "Ci sono opzioni che stiamo seguendo - ha spiegato la Donazzan - e siamo anche a buon punto. Ma ora è il momento di tacere e fare gli interessi della nostra gente". In campo è sceso compatto anche il Consiglio comunale, che ha approvato all'unanimità due mozioni con cui si impegna a fare fronte comune con lavoratori, governo, Regione per scongiurare la chiusura di entrambi i siti produttivi. Intervenendo eventualmente sul Mise e sui rispettivi vertici aziendali. 

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