Il gip convalida l'arresto del presunto stupratore, lui: "Rapporto consenziente"

Interrogatorio di garanzia lunedì. Il 25enne senegalese, accusato di aver violentato una 15enne in spiaggia a Jesolo, ha fornito la sua versione dei fatti, che non hanno convinto il gip

Ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale, negando, però, che si sia trattato di uno stupro. Questa, durante l'interrogatorio di garanzia di lunedì mattina, la versione di M.G., 25enne senegalese accusato di aver abusato di una 15enne friulana in spiaggia a Jesolo. Il gip di Venezia, Roberta Marchiori, non ha creduto alle parole dell'uomo, convalidando il fermo, poi trasformato in arresto.

I fatti

La polizia aveva fermato il presunto aggressore nella serata di venerdì a Mestre. Si trovava all'interno di una struttura ricettiva di Rampa Cavalcavia, dove si era rifugiato fornendo un nome falso. Fondamentali per le indagini sono state le registrazioni delle telecamere che insistono sulla zona, oltre alle testimonianze raccolte dagli investigatori. La vittima era stata trovata sull'arenile antistante piazza Mazzini in stato di choc, verso le 4, quindi portata all'ospedale dove le era stata riscontrata la violenza. Da subito le forze dell'ordine si sono messe a caccia dell'aggressore, riuscendo velocemente a dare un volto al sospetto e bloccandolo in meno di 48 ore, ritenendolo "gravemente indiziato" di aver commesso il crimine. In passato il giovane si era reso responsabile di reati di resistenza e furto, per cui si trattava di un volto noto alle forze dell'ordine. Gli era stato revocato il permesso di soggiorno, ma aveva avviato le procedure per riottenerlo.

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Il sindaco: "Ci costituiremo parte civile"

Nel frattempo la Città di Jesolo intende costituirsi parte civile nel processo che sarà avviato a carico del responsabile. La decisione è stata assunta dalla Giunta comunale riunita in seduta straordinaria nella mattina di lunedì. Si tratta del primo atto formale dell’amministrazione per il danno d’immagine subito e testimoniare la vicinanza alla vittima e alla sua famiglia. "La decisione di costituirci parte civile non solo è giusta ma è soprattutto doverosa - ha commentato il sindaco, Valerio Zoggia - Di fronte al riprovevole episodio che ha macchiato la nostra città, intendiamo rispondere con forza. Dietro a questo provvedimento non c’è solo l’amministrazione, il Comune, ma tutti i cittadini jesolani che sono stati colpiti dalla notizia di questa vicenda".

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