Coronavirus, servono professionisti: 215 assunzioni sanitarie in Veneto

Il presidente Zaia fa anche il punto: «Confermati i cluster: Vo', Treviso, Venezia, Mestre, Mira, Dolo e Limena. Settantuno contagiati, gran parte non sintomatici e non ricoverati»

Zaia incontra a Marghera alcuni ordini dei Medici

Interventi straordinari per l'economia nei colloqui con il presidente del Consiglio Conte, annuncia il presidente del Veneto Luca Zaia che fornisce un nuovo aggiornamento della situazione coronavirus al quartier generale di Marghera, mercoledì intorno a mezzogiorno. «Il Veneto - dice Zaia - non può permettersi di perdere un solo giorno di lavoro, figuriamoci una settimana - sulla situazione epidemiologica spiega poi il presidente - : voglio diffondere tranquillità in generale, l'80% delle persone contagiate guarisce e la mortalità è bassa, ma vanno evitati i contagi altrimenti finiremmo per non avere più posti dove ricoverare gli anziani debilitati da mettere in terapia intensiva, ad esempio. Scandaloso che in Europa si mettano in quarantena i colleghi che lavorano all'estero al parlamento europeo - afferma - o i rappresentanti che arrivano dal nord Italia. Forse non si sono resi contro che stiamo facendo numerosi controlli, comincino a farli anche loro». Aggiornati anche i numeri dei veneti al momento positivi al virus Covid 19 e le zone interessate, dal governatore: «confermati i cluster: Vo', Treviso, Venezia, Mestre, Mira, Dolo e Limena. Settantuno contagiati, gran parte non sintomatici e non ricoverati».

Triage telefonici

E intanto ringrazia, il presidente, i medici di Medicina generale e gli operatori sanitari in prima linea sull'emergenza, «contributo prezioso di disponibilità e professionalità». Triage telefonici, visite a domicilio laddove possibile, «i medici realizzano uno dei grandi obiettivi di questo momento: quello di evitare l’intasamento dei Pronto Soccorso e il rischio di diffusione del virus nelle sale d’attesa dei loro studi. L’informatizzazione e la dematerializzazione delle ricette sono servizi che si rivelano preziosi anche in un caso di vera emergenza come il coronavirus».

Le assunzioni

Ma servono nuove forze in campo per il presidente della Regione Veneto, che ha in mente 215 nuove e immediate assunzioni di professionisti della sanità per far fronte ai maggiori carichi di lavoro legati al Covid 19. Forte del ruolo di attuatore per l’emergenza in Veneto, che Zaia ricopre, e attingendo con procedura d’urgenza ai candidati risultati idonei nelle graduatorie dei concorsi fatti da Azienda Zero, si possono immettere in corsia 100 infermieri professionali, 80 operatori sociosanitari, 20 assistenti sanitari, 10 tecnici e 5 autisti, che vengono distribuiti alle diverse Ulss sulla base delle esigenze. «Rimarranno in servizio dove sarà più utile, anche dopo la fine dell’emergenza», spiega svelando che i posti in questione sono a tempo indeterminato.

Le tende

Si sta completando anche l'allestimento di 56 tende attrezzate in 26 ospedali a fronte di eventuali necessità. «Si tratta di una predisposizione preventiva – spiega l’assessore regionale alla Protezione Civile Gianpalo Bottacin –  le tende vengono montate e tenute chiuse. Ci auguriamo che non debbano essere utilizzate ma sono appositamente predisposte nel caso si creassero situazioni in cui è necessario garantire un percorso di screening e triage rapido, parallelo e separato dagli altri utenti in caso di infezione da coronavirus».

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Stop visite specialistiche

Intanto il sindacato dei Medici italiani chiede in Veneto uno stop dell’attività ambulatoriale specialistica interna, e delle attività ambulatoriali equiparate in carico ai servizi ospedalieri, su tutto il territorio. «Siamo convinti che l’attività dei poliambulatori non risulti quasi mai indifferibile e quindi di assoluta necessità. Invitiamo a tenere conto della possibilità che molti utenti che accedono per le visite agli ospedali sono in condizioni considerate a rischio. Non si vuole perciò solo di ridurre il possibile contagio tra medico e paziente, ma soprattutto tra pazienti in sala di attesa».

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