Gli aggiornamenti sul coronavirus: una task-force della Ulss3, incontri con sindaci e medici

L'azienda sanitaria ha riepilogato le azioni in corso per informare e prevenire. In Veneto ci sono due casi sospetti, entrambi in condizioni cliniche buone

Specialisti di malattie infettive, suem 118, ospedali e dipartimento prevenzione: tutte le competenze dell'Ulss 3 Serenissima sono riunite e integrate in un'azione comune per limitare al massimo il rischio della diffusione del coronavirus. L'azienda sanitaria ha incontrato i giornalisti stamattina per fare il punto in modo completo sulla patologia, la sua diffusione, la sua gestione. «Siamo in campo da settimane - ha detto il direttore Giuseppe Dal Ben - per garantire che i cittadini possano proseguire la vita quotidiana in tranquillità». Dal Ben ha evidenziato in particolare «la rete di collaborazione che l'Ulss ha costruito con i medici e i pediatri di famiglia, con la prefettura, la protezione civile, con l'Usmaf, i sindaci, le associazioni di categoria»: quelli con il prefetto e i sindaci si sono già svolti, mentre sono programmati per la prossima settmana quelli con medici, pediatri e personale di guardia medica, distretto per distretto.

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Il materiale informativo dell'Ulss ricorda che «i coronavirus sono un'ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate: dal comune raffreddore a sindromi respiratorie». I sintomi più comuni dell'infezione comprndono febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave e insufficienza renale, fino alla morte.

Task-force

In Italia la circolare ministeriale del 22 gennaio 2020 ha stabilito l'attivazione del sistema di sorveglianza dei casi sospetti di infezione. Il coordinamento della sorveglianza è affidato all'istituto superiore della sanità, che raccoglie le segnalazioni provenienti dalle Regioni. In Veneto è stata attivata una task-force regionale composta da dipartimento prevenzione, unità malattie infettive, direttori delle cure primarie, della programmazione sanitaria, del centro emergenze urgenze e dei servizi igiene sanità pubblica, oltre che da un rappresentante delle professioni sanitarie, che ha il compito di coordinare le modalità operative e di comunicazione alle varie Ulss. In ogni unità locale è presente una task-force aziendale (Cesp - comitato per le emergenze di sanità pubblica) che agisce attraverso un braccio operativo costituito da medici e operatori sanitari cui spetta il compito di prendere in carico il paziente e sorvegliare i casi eventuali.

Casi sospetti

In Veneto al momento sono stati segnalati due casi sospetti, entrambi in condizioni cliniche buone. Si stanno effettuando controlli su tutti i soggetti rientrati dalla Cina con sintomi respiratori, presi in carico per essere valutati, e si è in attesa dei risultati dei tamponi biologici. Allo stato attuale non ci sono casi confermati. Per quanto riguarda i due turisti cinesi risultati positivi a Roma, il ministero e l'Ulss locale stanno individuando tutti i contatti stretti e valutando l'isolamento domiciliare fiduciario. Al momento sono registrati, in tutto, due casi in Italia.

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Veneto orientale

Una conferenza dei sindaci si è svolta anche nel Veneto orientale, territorio di competenza dell'Ulss 4. I temi sono stati trattati dal direttore sanitario Maria Grazia Carraro e dal direttore del dipartimento di prevenzione Luigi Nicolardi: entrambi hanno rassicurato i primi cittadini, o delegati, dei 21 Comuni coinvolti: «C'è un’allerta nazionale – ha osservato il direttore sanitario - pertanto a livello regionale ed aziendale è già attiva un'organizzazione volta a mettere in atto tutte le misure di prevenzione, di monitoraggio e di sorveglianza, in presenza di casi sospetti. Ma va detto che allo stato attuale non c'è alcun caso accertato in Veneto e non vi è nessun focolaio di coronavirus in Italia. Non vi è una condizione tale da destare particolare preoccupazione. All’Ulss4 è attiva una task-force per le emergenze sanitarie, costituita da personale del dipartimento di prevenzione, dell'ospedale, del distretto socio sanitario; è attivo inoltre un gruppo operativo più ristretto, istituito presso il dipartimento di prevenzione che prevede la reperibilità nelle 24 ore di un medico che riceve, filtra e smista, le segnalazioni. Il ministero ha dedicato un numero telefonico di pubblica , il 1500, per eventuali dubbi o informazioni».

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