Coronavirus, i dati aggiornati

Il dato ufficiale, alle 18 del 26 febbraio, è di 71 casi positivi in Veneto (ma poco più tardi Zaia ha rivisto il numero a 87). Tra Venezia e Mestre si contano 8 ricoverati, più una serie di operatori sanitari positivi ma perlopiù asintomatici

Il numero delle persone contagiate cresce in quantità: in Veneto, alle 18 di mercoledì 26 febbraio, sono in 71 (28 in più di ieri) ad avere contratto il coronavirus, secondo i dati ufficiali del ministero della Salute e della protezione civile. I numeri sono in costante aggiornamento, anche man mano che emergono gli esiti delle verifiche effettuate su chi è entrato a contatto con le persone risultate positive. In serata, infatti, il governatore Zaia ha parlato di 87 contagiati. La maggior parte di loro comunque sta bene, ha sintomi lievi o del tutto assenti. «Ricordiamo - ha detto Zaia martedì - che per noi il contagiato è anche il cittadino asintomatico, cioè chi non sviluppa la malattia ma al test ha avuto risultato positivo».

I casi in provincia di Venezia (aggiornati alla sera del 26 febbraio)

Mercoledì sera, nell'area della Ulss 3, si contano 8 ricoverati, di cui 5 all'ospedale Civile di Venezia e 3 all'Angelo di Mestre. Tutti loro, tranne uno, erano già ricoverati in precedenza perché affetti da altre patologie gravi pregresse. L'unico proveniente dall'esterno è stato preso in cura nel reparto di Malattie infettive di Mestre, ma non è in condizioni gravi. Accusava dei problemi respiratori ed è stato trovato positivo al virus. Infine c'è il paziente 67enne di Oriago (il primo registrato in provincia), che si trova però all'ospedale di Padova.

Per il resto ci sono 9 operatori sanitari che sono risultati positivi, tutti asintomatici e che ora si trovano in isolamento domiciliare: 5 lavorano all'ospedale di Venezia (4 in più rispetto al dato di ieri) e 4 all'ospedale di Dolo (quindi uno in più rispetto al dato di ieri). Si tratta di persone che nei giorni scorsi sono entrate a contatto con i pazienti ricoverati e che sono state infettate. Di fatto non presentano alcun sintomo: è stato possibile individuarle solo grazie ai tamponi.

Un ulteriore caso è stato rilevato a Chioggia: anche qui si tratta di una persona già malata e che era ricoverata da tempo nell'ospedale locale. È stata trasferita a Mestre.

Popolazione fragile

Osservando i dati, si vede come il virus colpisca in modo pericoloso perlopiù gli anziani e le persone con condizioni di salute già precarie. Sia il governatore che il presidente di Anci Veneto, Mario Conte, hanno ricordato che il piano di contrasto alla diffusione del virus è pensato innanzitutto per tutelare queste fasce di popolazione maggiormente a rischio. «Invitiamo a tenere alta l'attenzione e a seguire le indicazioni - ha detto martedì Mario Conte - ma anche a non farsi prendere dal panico. La vita continua». Prendere d'assalto i supermercati, ad esempio, è inutile. Zaia ha ribadito che il virus ha un basso tasso di mortalità ma un'alta capacità di contagio, e che tutte le misure di contenimento servono proprio a evitare che si venga a creare un'emergenza sanitaria che il sistema regionale non potrebbe affrontare.

Misure per il contenimento del contagio

Gestione dell'emergenza

Zaia stamattina ha incontrato i rappresentanti del mondo produttivo e delle istituzioni, assieme a tutti gli assessori della giunta. «Al governo - ha detto - abbiamo chiesto provvedimenti diretti. Rischiamo di essere una delle aree più colpite dall’emergenza coronavirus e, in particolare, il sistema turistico rischia di pagare un conto salatissimo». Il governatore ha riepilogato le principali misure adottate per prevenire e gestire focolai e contagi: «Quasi 4 mila tamponi già effettuati, con priorità per gli operatori sanitari e i pazienti dell’ospedale di Schiavonia e di quelli di Venezia e di Dolo, una rete di presidi di emergenze nelle tende riscaldate della protezione civile nei presidi hub delle nove Ulss per garantire un triage separato e 900 posti letto aggiuntivi qualora si verificasse un maggior afflusso di pazienti ai Pronto soccorso, un ospedale svuotato e sanificato (Schiavonia)». «Ricordo - ha continuato - che quelli registrati in Veneto sono tutti contagi secondari, individuati soltanto grazie ai medici perché molti ricoverati presentano sintomi del tutto identici a quelli di una normale influenza di stagione. Siamo in presenza di un virus che in 9 casi su 10 risulta asintomatico. Per cui mi aspetto che anche in Veneto i casi positivi ai test continueranno ad aumentare. Quanto all'imposizione di chiusure e stop alle manifestazioni, Zaia ha parlato di «un’ordinanza precauzionale, sicuramente perfettibile, che non escludo di reiterare e magari modificare. Il nostro obiettivo non è instaurare il coprifuoco e isolare 5 milioni di abitanti, ma abbattere i rischi di contagio evitando le grandi aggregazioni. Per questo non abbiamo voluto chiudere bar e ristoranti, né i centri commerciali, tantomeno i mercati rionali, indispensabili per l’approvvigionamento. Abbiamo, invece, predisposto misure contenitive per le chiese, pensando ai loro frequentatori abituali, che sono le persone più anziane, proprio quelle più vulnerabili rispetto al Covid-19».

Rischi per l'economia

«Rischiamo di ammalarci di crisi economica prima che di virus - ha commentato invece Simone Venturini, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Venezia -. Le imprese e il tessuto produttivo stanno subendo un danno diretto e immediato. La filiera turistica e il commercio nelle città d'arte sono sicuramente in prima linea nell'assorbire questo urto, ma c’è un danno feroce anche all’industria nel suo complesso. Bisogna mettere sicurezza le filiere industriali del paese, al di là dell’eventuale rimborso dei danni patiti, è oppprtuno ed urgente che il governo metta a disposizione i necessari ammortizzatori per mettere da subito in sicurezza le imprese di ogni genere, tra questi la cassa integrazione in deroga e la sospensione con gli enti bilaterali. Dobbiamo da subito mettere imprese e attività nelle condizioni di sopportare questa onda d’urto con la flessibilità necessaria. I danno e le conseguenze negative si protrarranno a lungo, molto più a lungo della fine del virus».

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Coronavirus, chiuse scuole e università

In tutto il Veneto le scuole di ogni grado resteranno chiuse almeno fino all'1 marzo, in attesa di vedere come evolverà la situazione dei contagi, così come musei e tutti i luoghi di cultura; inoltre vige la sospensione di eventi e manifestazioni, tra cui il Carnevale di Venezia. È quanto stabilito dall'ordinanza emessa dalla Regione Veneto e dal successibo bollettino contenente una serie di chiarimenti specifici. Ma è tutto il Nord ad essersi fermato: dalla Liguria all'Emilia Romagna, dal Piemonte al Trentino fino al Friuli. Oltre a Lombardia e Veneto, dove sono stati registrati, ad oggi, più contagi.

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