"Se le nostre vite non valgono, manifestiamo", centinaia le donne in corteo a Venezia

La manifestazione mercoledì verso le 14 al Ponte degli Scalzi. Si tratta dell'iniziativa del movimento "Non una di meno". Adesione di Ca' Foscari e Ordine degli avvocati di Venezia

Foto _violet_ su Twitter

"Se le nostre vie non valgono, noi manifestiamo". Erano centinaia le persone, non solo donne, che nel primo pomeriggio di mercoledì si sono date appuntamento al ponte degli Scalzi in occasione della Festa della Donna. Al grido di "Non una di meno" il corteo si è mosso mettendo nel mirino il sessismo e la violenza di genere. Piaghe che sono sempre più profonde nella nostra società, nonostante si parli spesso di uguali diritti e uguali doveri. Prevaricazioni e ingiustizie, più o meno eclatanti, sono all'ordine del giorno in famiglia come sul proprio luogo di lavoro. Per questo motivo è stato indetto uno sciopero generale che coinvolge diversi Paesi, compresa l'Italia. 

Tra i sindacati hanno aderito Cobas, Confederazione dei Comitati di base, Usb, Sial Cobas, Usi-Ait e altre sigle. Ma a Venezia a manifestare c'erano soprattutto molte persone comuni, che sperano che quella dell'8 marzo possa diventare sempre più una festa "meno sentita". Perché l'obiettivo è quello di rendere la parità di genere un'ovvietà. Senza dovere per forza di cose trovare un giorno per lavarsi la coscienza di fronte a una società che continua a essere troppo maschilista. Numerosi gli striscioni e numerose le bandiere che hanno sfilato davanti alla stazione. Nessun problema per l'ordine pubblico. 

All'iniziativa ha aderito anche l'Avvocatura veneziana, mentre in contemporanea l'ateneo Ca' Foscari organizzava alcune letture ad alta voce sul mondo femminile. "Il riscontro che abbiamo avuto è stato notevole – spiega la consigliera dell’ordine degli avvocati veneziana, Tiziana Ceschin - Abbiamo chiesto cinque minuti di astensione dalle udienze per poter leggere un comunicato che spiegava le ragioni di questa iniziativa. Il rispetto e la dignità con cui è stata colta la nostra azione da parte di tutti, magistrati e avvocati, ha dimostrato quanto importante e sentito sia il tema della violenza nei confronti delle donne e di quanto si possa ancora fare per dare attuazione concreta ai principi della Convenzione di Istanbul, a tutela e garanzia dei diritti umani fondamentali". 

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In tribunale penale a Venezia i magistrati hanno aspettato che venisse data lettura del comunicato da parte dei delegati dal Coa di Venezia e del Comitato per le pari opportunità prima di iniziare le udienze della mattina. Allo stesso modo anche in Corte d’appello penale, nel corso della mattinata, le udienze sono state sospese per dare lettura del comunicato. In tribunale civile e davanti la sezione lavoro, oltre alla lettura del comunicato, c’è stato anche un momento di condivisione dei principi sul tema anche grazie ad un discorso del Presidente della sezione lavoro dottor Perina.

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