Comunali: bloccato piazzale Roma, scatta l'occupazione a Ca' Farsetti

Il via alla manifestazione poco prima delle 15 di giovedì grasso. Poi assemblea al Malibran. Una delegazione rimarrà in Comune anche la notte

Tre quarti d'ora di disagi nel primo pomeriggio di giovedì sul Ponte della Libertà per la manifestazione dei dipendenti comunali, che hanno fatto la spola da piazzale Roma al bivio del Tronchetto per poi tornare al terminal automobilistico per protestare contro i tagli alle loro retribuzioni accessorie disposte dal commissario straordinario Vittorio Zappalorto. Tre ore più tardi, invece, l'occupazione "soft" di Ca' Farsetti. A dimostrazione che i lavoratori non intendono abbassare la guardia.

ZAPPALORTO PREOCCUPATO: "ANDRO' A ROMA"

I SINDACATI: "I SOTTOSEGRETARI SI DIMETTANO"

SCELTA CIVICA DOVREBBE PRESENTARE L'EMENDAMENTO

La manifestazione è stata organizzata proprio in uno dei giorni clou del Carnevale, quando erano attese circa 60mila persone pronte a raggiungere il centro storico per vivere l'atmosfera della kermesse lagunare. Dopodiché tutti al Malibran, per un'assemblea molto accesa che avrebbe dovuto sfociare in un presidio di fronte a Ca' Farsetti. Questo presidio si è poi invece tramutato in una "occupazione": parte dei manifestanti dunque hanno varcato l'ingresso del palazzo comunale e hanno preso possesso degli uffici al primo piano. Esponendo le bandiere e gli striscioni verso l'esterno. E' stato quindi organizzato un "Consiglio fai da te" al termine del quale decidere se continuare a oltranza con la protesta o cercare altre strade per esprimere il proprio malcontento.

"Una partecipazione ampia - dichiara Sergio Chiloiro, della Cgil Funzione Pubblica - noi vogliamo far sentire il nostro pressing su Roma perché questi sono giorni decisivi per l'approvazione del Salva Venezia". Alla fine dunque l'assemblea permanente ha deciso di tenere le proprie posizioni: una delegazione passerà la notte a Ca' Farsetti, per poi organizzare alle 15 di venerdì una grande assemblea pubblica aperta alla cittadinanza. Un'iniziativa che ha colto di sorpresa in molti, con un cordone di polizia che per lungo tempo ha impedito a chi si trovava all'esterno d entrare nel palazzo comunale. Del resto a mali estremi, estremi rimedi: la mancata approvazione dell'emendamento sarebbe un disastro per le casse di Ca' Farsetti, e di conseguenza per le tasche dei tremila dipendenti pubblici. Una comunione d'intenti che accomuna in questo caso anche la gestione commissariale della città, visto che il commissario VIttorio Zappalorto ha annunciato che nei prossimi giorni sarà a Roma per cercare di trovare sbocchi a una situazione che si ingarbuglia sempre più man mano che passa il tempo. "Dall'amministrazione nessun segnale - dichiara Luca Lombardo, segretario del sindacato Diccap - nonostante la situazione gravissima che si é concretizzata in queste ore con il voltafaccia del Governo che ha ritirato la disponibilità a presentare l'emendamento al mjlleproroghe. Qualcuno deve rispondere in città e a Roma. I lavoratori e i cittadini non devono pagare, devono farlo dirigenti passati e presenti". Ai comunali hanno fatto visita i candidati alle Primarie del centrosinistra Nicola Pellicani, Sebastiano Bonzio, Felice Casson e Jacopo Molina. Oltre che il candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle, Davide Scano.

La giornata è iniziata un quarto d'ora prima delle 15 quando circa duecento manifestanti sono partiti da piazzale Roma e, al grido di "Il conto lo paghi chi ha rubato" hanno camminato lentamente, "armati" di trombette, striscioni e bandiere sindacali fino a di fronte all'ingresso della questura di Santa Chiara, per poi continuare dritti fino al semaforo del Tronchetto.

Lì la polizia municipale (previsto anche lo sciopero nazionale del Corpo giovedì) ha deviato i veicoli al Tronchetto fino alle 15.30. In tanti hanno quindi deciso di scendere dai pullman Actv per poi coprire l'ultimo tratto del ponte a piedi, mentre gli incolonnamenti (mai esorbitanti) minuto dopo minuto si sono allungati sempre più. Fino a raggiungere in direzione Venezia l'inizio del cantiere della pista ciclabile.

Dopo tre quarti d'ora di "spola", dunque, il corteo si è sciolto per poi ritrovarsi al Teatro Malibran per un'assemblea unitaria (che accomuna dunque tutte le sigle sindacali) piuttosto calda. Infine il presidio davanti a Ca' Farsetti, trasformatosi in occupazione. Sul piatto ci sono le future iniziative per cercare di far ritornare sui propri passi la dirigenza commissariale di Ca' Farsetti, che in questi giorni guarda soprattutto a Roma. Il futuro dei lavoratori comunali, infatti, dipende molto anche dal Governo: fino a mercoledì sera dell'emendamento "Salva Venezia" nel Milleproroghe non c'era traccia. Senza quell'iniziativa "romana", le penalizzazioni derivanti dallo sforamento del patto di stabilità potrebbero mandare il Comune in dissesto: "Non perdo certo le speranze e a breve sarò ancora a Roma proprio per perorare la causa della singolare situazione di Venezia”, ha commentato il commissario Zappalorto.

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