Truffa e concussione: nei guai ex comandante della Forestale. Indagato un noalese

Nei guai Tiziano Padovan, 62enne di Crespano del Grappa, ex comandante della stazione e del nucleo cinofilo di Volpago del Montello

Il telefono di servizio usato per scopi privati, personale del comando incaricato di svolgere mansioni "irrituali", un imprenditore a cui ha detto di emettere fatture gonfiate per forniture al corpo forestale dello Stato. Questi i fatti per cui il sostituto procuratore di Treviso Anna Andreatta ha indagato Tiziano Padovan, 62enne di Crespano del Grappa (Treviso), ex comandante della stazione del corpo forestale e del nucleo cinofilo di Volpago del Montello. L'uomo, che è in pensione, è accusato di concussione, induzione a dare o promettere indebita utilità, peculato, ricettazione e truffa. Con lui indagate anche altre sette persone, tra cui  questi Massimo Boaro di Resana che Padovan, che nel  2012 avrebbe versato a Padovan  2500 euro per una cena di rappresentanza e, nel 2014, avrebbe emesso una falsa fattura 4.500 euro per giustificare l’acquisto di materiali mai consegnati.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Indagato anche un noalese

Il documento contabile sarebbe invece servito a giustificare la presenza in magazzino di beni che invece erano stati forniti da un’altra ditta, non abilitata a negoziare con lo Stato, il cui titolare è Luciano Criconia, commerciante di abiti militari di Noale. Padovan e Boaro sono accusanti anche di truffa aggravata per un’altra fattura di 6 mila euro a fronte di una fornita di appena 1500 euro. Per Padovan le contestazioni si estendono al peculato per aver venduto, al prezzo di 25 euro, sacchi di mangime per cani in uso all’unità cinofila a Radames Visentin 54enne di Pederobba autista di una ditta di calcestruzzi e Andrea Mancini, 43enne di Trevignano. E per aver preso, grazie all’aiuto di altri due indagati, Saverio Torresan e Maurizio Mocellin gestori dell’ex vivaio forestale «Onè» della Regione Veneto, piante autoctone che Padovan regalava ai conoscenti. Avrebbe anche ceduto a Visentin tutto il materiale tra pedane, rampe e tunnel utilizzato per l’addestramento del nucleo cinofilo. Secondo le indagini Padovan non avrebbe poi rispettato gli orari di lavoro e si sarebbe assentato frequentemente dall’ufficio.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • I dati aggiornati sul contagio in Veneto e in provincia

  • I contagi e i pazienti coronavirus aggiornati a domenica sera

  • I dati aggiornati sui casi di coronavirus in provincia e nel Veneto

  • Mutui per prima casa sospesi dai decreti Conte ma alcune banche trattengono la rata

  • Pazienti ricoverati e tamponi positivi al coronavirus domenica

  • Coronavirus, i dati aggiornati del 26 marzo

Torna su
VeneziaToday è in caricamento