Safilo annuncia un piano di investimenti e licenze per ripartire: scettici i sindacati

Trocchia: «Trattative a buon fine con marchi come Fossil, Tommy Hilfiger, Missoni e Levi's». Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil: «Non compenseranno il milione e mezzo di pezzi andati perduti con Gucci»

Foto: Safilo a Santa Maria di Sala

Un piano di investimenti e licenze per rimettere in piedi Safilo, azienda di produzione e distribuzione di occhiali, è stato presentato mercoledì dal nuovo amministratore delegato della compagnia Angelo Trocchia che ha incontrato le parti sociali. L'ad ha messo in fila uno dietro l'altro i marchi con cui le trattative si sono concluse positivamente: una garanzia per la continuità della produzione nei prossimi anni. Ma per le sigle Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil «non basteranno a rientrare dal milione e mezzo di pezzi andati persi con la fine della collaborazione con Gucci».

Vendite

«Fossil fino al 2023, Banana Republic fino al 2025, Havaianas per altri 4 anni, Tommy Hilfiger fino al 2025 come Missoni, e poi anche Levi's per 5 anni, rinnovabili per altri 5 - questi tra i marchi elencati da Trocchia -. La prima collezione Levi's sarà lanciata nella primavera estate 2020. Questa nuova partnership è particolarmente significativa per il nostro portafoglio marchi. Il brand è il numero uno nel denim a livello mondiale. Abbiamo una grande opportunità di crescere nel segmento contemporary, che a livello globale è il più grande per dimensioni e potenziale di sviluppo ed è particolarmente rilevante per ulteriori avanzamenti nei mercati emergenti chiave, come la Cina. L'azienda continuerà a muoversi sul mercato per molti altri marchi - conclude Trocchia -. Obiettivo prioritario è quello di aumentare i volumi di vendita, motivo per cui sono stati cambiati tutti i responsabili commerciali delle macroaree dei mercati mondiali. È anche cambiato il responsabile dell' e-commerce con l'obbiettivo di portare il volume delle vendite on line dal 3% attuale al 6%».

Ricapitalizzazione 

«La società è stata ricapitalizzata per 150 milioni di euro, ma nel 2019 ci saranno circa 80 milioni di euro di investimenti da fare - continua Trocchia -. Parte di questi soldi saranno investiti per rafforzare i marchi di proprietà: Carrera, Smith e Polaroid che pesano per un 30% sul fatturato, e per dare solidità alla società visto che il mercato delle licenze è troppo volubile e non sicuro nel tempo. In merito a Dior le trattative sono in corso».

Parti sociali

«Anche se la crescita del 2% venisse rispettata - scrivono le sigle sindacali - non sarebbe sufficiente a contrastare l'attuale eccesso di produzione degli stabilimenti, cui si aggiunge anche l'elevato costo di produzione. Abbiamo chiesto all'ad cosa intenda fare per intervenire su questi aspetti, che sono quelli che preoccupano maggiormente dal punto di vista del lavoro. La risposta è stata molto diplomatica: "il problema c'è e bisogna che lo affrontiamo assieme, non muro contro muro" - scrivono i sindacati -. Il prossimo incontro è previsto per il 4 febbraio a Longarone per affrontare il problema dei lavoratori coinvolti sui resi. Nel corso di tutto l'incontro non è mai emersa la parola 'esubero', resta il fatto che i problemi ci sono e non sono pochi e nemmeno di facile soluzione. La discussione resta aperta e toccherà singolarmente tutti gli stabilimenti. Le parti hanno condiviso di proseguire il confronto sul piano industriale e commerciale individuando soluzioni non traumatiche sul piano sociale e per il mantenimento della attuale struttura produttiva e di tutti i siti industriali. In caso contrario come sindacati siamo pronti a fare la nostra parte fino in fondo».

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