Il litorale rialza la testa dopo il disastro. Zaia: "E' emergenza nazionale, colpiti al cuore"

Sopralluogo del presidente nel camping Mediterraneo di Cavallino-Treporti. Storie di solidarietà e di disperazione: "Ma nessuna disdetta, siamo pronti per il boom di Ferragosto"

Il ronzare delle motoseghe è continuato incessante. Ora dopo ora. Giorno, notte, ancora giorno. Il litorale veneziano rialza la testa, e lo fa dimostrando ancora una volta che la macchina dell'emergenza ha funzionato. A 24 ore dalla "bomba d'aria" che ha devastato soprattutto l'area dei campeggi di Cavallino-Treporti le strade sono libere, i campeggi pronti ad accogliere le decine di migliaia di turisti che si apprestano a trascorrere il Ferragosto nel Veneziano: "Nessuna disdetta, anzi numerose chiamate per chiedere se effettivamente è tutto ok - spiegano dal camping Mediterraneo, dove i danni sono molto pesanti - Che sia chiaro che qui la stagione continua, se possibile anche con maggiore vigore". 

Il SOPRALLUOGO DOPO IL DISASTRO - VIDEO

IL POMPIERE CHE HA SALVATO LA TURISTA - VIDEO

LE TESTIMONIANZE DOPO IL DISASTRO - VIDEO

TUTTI AL LAVORO: SOLIDARIETA' E VOGLIA DI GUARDARE AVANTI

Ciò che colpisce è che i segni della devastazione sono già in parte difficili da individuare. Le 96 persone che hanno passato la notte nel palasport comunale sono già tornate nelle varie strutture ricettive, i feriti sono già stati dimessi (mancano all'appello una donna e un uomo ancora in Rianimazione a Treviso e San Donà). Per il resto è tanto lavoro e tanta solidarietà. Dei volontari in primis, ma anche dei turisti. Un medico e un'infermiera che si trovavano nel camping Mediterraneo si sono subito date da fare per aiutare i feriti, un vigile del fuoco di Susegana, in vacanza, è stato il primo ad aiutare la turista colpita dal tronco sulla schiena. C'è chi ha perso la roulotte e subito ha avuto l'appoggio dei vicini di piazzola, se non altro per passare la notte. Ora l'obiettivo è rialzare la testa e minimizzare i danni. 

"EMERGENZA NAZIONALE, COLPITI AL CUORE"

"Questa è la realtà open air più grande d'Europa, con 6 milioni 200mila presenze e un totale di 65mila posti letto al giorno - ha sottolineato il presidente della Regione, Luca Zaia, in sopralluogo al camping Mediterraneo - una tromba d'aria al Cavallino è come un attentato al Colosseo. Questa non è un'emergenza veneta, ma è nazionale. Ci aspettiamo in questo senso aiuti ingenti da Roma". Nel frattempo è stata firmata già martedì sera la richiesta di stato di calamità: "Siamo stati colpiti nel cuore pulsante della nostra economia, difficile una conta dei danni - ha continuato Zaia - ma saranno milioni di euro". Si apre un fronte di polemica con la Soprintendenza: "Questi alberi sono vincolati - ha sottolineato il presidente - Per avere le autorizzazione a tagliarne uno passa troppo tempo. Sono gli operatori che hanno il polso della situazione. Sono loro che sanno se un tronco è malato o pericolante. Serve maggiore libertà d'azione". Zaia cammina tra le piazzole devastate: strette di mano e richieste: "Ci aiuterete, vero?", chiede un villeggiante quando vede il codazzo di responsabili e giornalisti. Il tema è aperto: chi è assicurato non deve temere nulla. E gli altri? I turisti tedeschi non hanno di questi problemi, gli italiani si vedrà. Si potrà attingere da un fondo ad hoc per le calamità naturali, ma dopo ogni evento catastrofale nel Veneziano si sono registrate lungaggini e problematiche: "Chiederemo al ministero anche l'attivazione dell'sms solidale - conclude Zaia - Ma qui tra 3 giorni sarà tutto come prima. Anzi, tra una settimana torno a visitare il villaggio. Sarà tutto ripulito, perché noi veneti l'ordine ce l'abbiamo nel sangue". 

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SI TORNA ALLA NORMALITA'

Venerdì mattina erano 120 gli interventi in coda dei vigili del fuoco, in particolare per alberi pericolanti o caduti. I danni sono ben visibili, oltre che a Cavallino-Treporti, anche a Jesolo, Chioggia, Caorle, Eraclea e Bibione. In molte aree è mancata l'elettricità. Lentamente comunque si sta tornando alla normalità. Il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, ha ringraziato la macchina dei soccorsi: "La situazione ora si è normalizzata e nella giornata di venerdì tutte le attività della nostra città sono pienamente ripristinate e operative. Per questo ringrazio sopratutto i volontari della Protezione Civile e gli operatori di Jesolo Patrimonio ed Alisea per il loro preziosissimo contributo. Infine un pensiero per la vicina Cavallino-Treporti e le altre località del Veneziano e del Friuli in cui i danni, speriamo solo a cose e non a persone, sembrano essere stati maggiori".

SOCCORSI E FERITI

Un lavoro enorme svolto dal personale dell’urgenza emergenza della Ulss4 nei pronto soccorso e nei punti di primo intervento del litorale. Il bilancio aggiornato di fine giornata è 105 persone curate da traumi, fratture, ferite. Due i feriti gravi ricoverati nelle strutture dell’Ulss4: una quarantaduenne moldava con un trauma cranico al capo all’ospedale di Portogruaro e un quarantenne lombardo con trauma costale e vertebrale in rianimazione a San Donà. E poi altri tre feriti gravi nelle strutture di altre aziende sanitarie: una turista tedesca di 42 anni, operata nella notte a Cà Foncello di Treviso per frattura vertebrale (si tratta di Diana Golze, ministro alle Politiche sociali del Land del Brandeburgo), un residente del Cavallino con trauma toracico e frattura vertebrale ricoverato a San Donà, un terzo trasportato d’urgenza all’ospedale Santi Giovanni e Paolo di Venezia. Per quanto riguarda la ministra tedesca, secondo quanto dichiarato dal quotidiano Der Spiegel che riporta un virgolettato della sua portavoce, sarebbe stato trasferita in un reparto "normale" dopo l'operazione alla schiena.

I NUMERI DELLA MACCHINA SANITARIA

Questo il dettaglio: 50 persone curate al pronto soccorso di Jesolo, 6 al pronto soccorso di San Donà, 19 al punto di primo intervento di Bibione, 30 al pronto soccorso di Portogruaro. Le squadre sanitarie del 118 delle Ulss Serenissima, Veneto Orientale, Polesana e di Treviso - rende noto il coordinatore del Suem del Veneto - hanno lavorato pomeriggio fino a notte fonda a pieno regime. Ingente il dispiegamento di mezzi e uomini: dall’Ulss 4 Veneto Orientale sono intervenute 6 autoambulanze con relative squadre (2 di presidio a Cavallino e 4 di stanza a Jesolo), dall’Ulss 3 Serenissima 4 idroambulanze (di cui 3 della Croce Verde di Venezia), 4 autoambulanze (di cui 2 della Croce Verde di Marcon e 1 della Croce Rossa), un mezzo del nucleo soccorsi speciali e una automedica; l’Ulss 2 di Treviso ha messo a disposizione, oltre all’elicottero che ha soccorso la turista tedesca, 3 autoambulanze (di cui una della Croce Rossa) e un'auto medica.

OPERAZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO

Sono proseguite tutta la notte le attività di soccorso delle squadre dei vigili del fuoco. A Cavallino è stato istituito anche il COC (centro operativo comunale) e nella sede della protezione civile di Ca' Pasquali è presente anche la sala operativa mobile dei vigili del fuoco per coordinare i soccorsi. Il personale dei comandi è stato raddoppiato, trattenuto in servizio il personale smontante. Inoltre il dispositivo di soccorso è stato integrato con personale dei comandi limitrofi non interessati dal maltempo. La quasi totalità degli interventi riguardano la messa in sicurezza di coperture, taglio di piante e pali pericolanti e la rimozione di pericoli per i passanti. In mattina il comandante di Venezia Ennio Aquilino insieme al governatore Luca Zaia ha effettuato a bordo dell’elicottero Drago81 un sorvolo delle zone colpite dal maltempo.

SAN DONA': "10 GIORNI PER TORNARE ALLA NORMALITÀ"

Il Comune di San Donà annuncia che tra le ultime criticità ad essere risolte, i danni alle linee elettriche. Le linee della media tensione sono state completamente ripristinate all’alba, risolvendo la maggior parte delle situazioni di black out. «Ci vorranno una decina di giorni per il completo ritorno alla normalità – fa sapere il sindaco Andrea Cereser – Un grazie al personale del Comune, del Bozzolo Verde e di Veritas. Qualcuno ha anticipato il rientro dalle ferie, altri sono tornati in servizio da casa, in molti hanno lavorato fino a notte inoltrata. È stato un esempio di come può funzionare bene un ente locale».

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