Piovono Daspo sul Veneziano: altri 2 tifosi nel mirino, 33 provvedimenti da inizio anno

Il questore Gagliardi ha firmato le misure nei confronti di un supporter dell'Ascoli e uno del Mestre, per due episodi distinti: "Le immagini hanno permesso identificazioni dopo giorni"

Uno a un tifoso dell'Ascoli, l'altro a un supporter mestrino. Si allunga l'elenco dei Daspo comminati dal questore di Venezia, Danilo Gagliardi, in questi mesi. Il primo provvedimento è stato preso nei confronti di un sostenitore marchigiano che, secondo la questura, avrebbe lanciato un fumogeno dal settore Curva Nord raggiungendo il terreno di gioco in prossimità della porta difesa dal Venezia. L'altra misura è stata invece notificata a un tifoso del Mestre e nel mirino sono finiti i fatti dopo il match del 27 gennaio scorso tra gli arancioneri e la Fermana, allo stadio di Portogruaro. Sempre secondo una nota della questura, il tifoso avrebbe raggiunto assieme ad altri tifosi il settore ospiti "lanciando invettive" contro la tifoseria avversaria, nonostante l'Alt intimato dal personale di polizia impiegato in servizio di ordine pubblico. Entrambi i Daspo dureranno 2 anni.

Lancio di un fumogeno

Per quanto riguarda il tifoso dell'Ascoli, benché al momento del lancio si fosse travisato con un cappuccio, lo stesso è stato identificato grazie alle comparazioni tra le immagini del sistema di videosorveglianza attivo durante la partita e le immagini al momento dell’accesso del tifoso al tornello di ingresso, in concomitanza con la vidimazione del biglietto. Dovrà rispondere anche del reato di lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazione sportiva e di travisamento. 

In tutto 33 provvedimenti da inizio anno

Sono in tutto 33 i provvedimenti di Daspo emessi dal questore da inizio anno, in gran parte agevolati dall'utilizzo di telecamere di sorveglianza. "I provvedimenti interdettivi possono riguardare non solo chi sia stato identificato nell’immediatezza dei fatti - spiega la questura - ma anche persone identificate successivamente grazie al materiale videoregistrato realizzato in occasione degli eventi. Infatti, l’attività istruttoria svolta di concerto dalla digos, dagli operatori della polizia scientifica e dagli uomini della Divisione polizia anticrimine, spesso consente di giungere all’identificazione anche delle persone travisate al momento dei fatti".
 

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