Tornano le assunzioni nella Giustizia: "C'è ottimismo, anche se le lacune restano"

Sabato mattina si inaugura l'anno giudiziario della Corte d'appello. La presidente Marini: "Metà dei processi viene prescritto, serve buon senso". Diluvio di ricorsi dei migranti

"C'è un'inversione di tendenza. E' ancora insufficiente, certo, ma non è un fatto minimizzabile". C'è ottimismo alla vigilia dell'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte d'appello di Venezia tra i corridoi di palazzo Cavalli: "Anche a fronte di risorse limitate i risultati si sono visti - ha dichiarato il procuratore generale presso la Corte d'Appello, Antonio Mura - si è messo mano alle piante organiche e si riesce a smaltire la sopravvenienza".

Ottimismo ma enorme arretrato

Il problema è l'abnorme arretrato che i Tribunali si ritrovano ad affrontare, una spada di Damocle: "Però io credo che si possa dire che si è ripreso ad assumere, un'inversione di tendenza c'è - ha continuato Mura - la paralisi della struttura amministrativa che abbiamo conosciuto in passato può essere considerata alle nostre spalle". Uno scenario che comunque si mantiene difficile, tant'è vero che nelle procure veneziane mancano all'appello il 28,6% delle risorse che servirebbero. Sono stati inseriti 12 magistrati di Procura, ma ce ne dovrebbero essere 19 in più. "Il personale amministrativo oggi è di 33 unità nella procura generale e 337 nelle procure della Repubblica venete - ha spiegato Mura - siamo riusciti a coprire i pensionamenti, rimanendo in pari rispetto all'anno scorso. In passato non era così. A Venezia manca il 28,6% del personale, ma ciò che è critico è soprattutto il settore dei funzionari, per cui non sono scattati reclutamenti".

Il "nemico" prescrizione

La Corte d'Appello di Venezia, poi, deve far fronte a "nemici" sempre più pressanti: in primis c'è la prescrizione. Nel corso dell'ultimo anno la metà dei processi sono stati ghigliottinati dalla scadenza dei termini, la percentuale è passata dal 54% al 47%: "Un problema che richiede anche un cambio di mentalità dei magistrati - ha dichiarato la presidente della Corte d'Appello, Ines Maria Luisa Marini - Si rischia di buttare via metà del lavoro di tutta la catena della giustizia. I procedimenti penali devono essere calibrati in base alle capacità ricettive delle cancellerie e anche delle Corti. Da qui non se ne esce, serve buon senso". Tanto più che Venezia è tra le quattro città in cui la prescrizione entra in gioco più di frequente in Italia, e le altre sono metropoli ben più popolose.

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I ricorsi dei richiedenti asilo

Altra criticità riguarda il fatto che le segreterie delle Corti d'appello sono ingolfate da un numero crescente di ricorsi al rigetto delle richieste d'asilo dei migranti: "Dall'1 luglio 2016 al 31 ottobre 2017 in appello le sopravvenienze sono stati 1.088 - ha concluso Marini - un impatto devastante. Al Tribunale di Venezia sono stati presentati circa 7mila ricorsi, che hanno un costo medio di 1.200 euro. Anche questi sono costi dell'accoglienza. In appello, poi, i ricorsi accolti sono meno del 10%". 
 

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