Il controllo di vicinato continua a mietere consensi, Cuttaia: "Intanto i reati calano"

Firma del protocollo d'intesa ad hoc per la sicurezza partecipata a Ca' Corner mercoledì mattina. Saliti a mille i partecipanti a Venezia, dove aumentano i furti ma calano i reati

"I reati sono in sensibile diminuzione. Per esempio i furti in abitazione o le rapine. Ma più aumenta la collaborazione dei cittadini, più migliora il senso di sicurezza percepita e la qualità degli interventi delle forze dell'ordine". A dichiararlo è stato il prefetto Domenico Cuttaia mercoledì mattina, in occasione della firma del protocollo d'intesa sul "Protocollo di vicinato", cui oltre al Comune di Venezia hanno partecipato i rappresentanti di 17 comuni della provincia, ossia Campagna Lupia, Cavallino-Treporti, Concordia Sagittaria, Eraclea, Fiesso d'Artico, Fossalta di Piave, Marcon, Martellago, Meolo, Mira, Noale, Noventa di Piave, Portogruaro, Quarto d'Altino, San Donà di Piave, Spinea e Torre di Mosto.

Cuttaia, nel fare da padrone di casa a Ca' Corner, ha sottolineato come nel primo semestre 2016 i dati siano positivi nei territori che entreranno a far parte del protocollo: "Si registra - segnala la prefettura - una diminuzione del 15,5%  dei reati in generale (da 4.282 a 3.618), del 12% dei furti in generale (da 2.359 a 2073), del 25,8% dei furti in abitazione (da 546 a 405), del 3% dei furti negli esercizi commerciali, del 30,8% delle rapine in generale (da 26 a 18), dell'87,5% delle rapine in abitazione (da 8 a 1) e del 37,5% delle rapine negli esercizi commerciali (da 8 a 5)". Numeri simili anche solo per il territorio di Venezia, dove i reati sarebbero diminuiti nei primi 6 mesi del 2016 del 18,7% (da 9.840 a 7.997), con calo del 20% dei furti e del 27% delle rapine in generale e del 28,6% di quelle in abitazione (da 7 a 5), sia pure con un aumento dei furti in abitazione del 23% (da 482 a 592) e del 12% dei furti negli esercizi commerciali (da 529 a 592). 

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L'obiettivo del protocollo, dunque, è di rafforzare ulteriormente la cooperazione tra le amministrazioni statali, le istituzioni locali e la società civile, nell'ambito di un processo di sicurezza integrata e di partecipazione attiva per garantire la convivenza civile, la qualità della vita urbana e la sicurezza dei cittadini. Alla firma erano presenti anche il consigliere delegato alla Sicurezza urbana, Enrico Gavagnin, e la coordinatrice regionale del controllo di vicinato, Antonella Chiavallin. Oltre che i rappresentanti delle forze dell'ordine. 

“Diamo inizio a un'idea nuova di città – ha commentato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – una città in cui, grazie alla solidarietà e alla disponibilità di molti volontari, riusciremo a garantire maggiore sicurezza, a contrastare il degrado urbano, a fare in modo che le persone stiano bene insieme e i cittadini più vulnerabili siano protetti. Il controllo di vicinato è un modo attivo di vivere il territorio. Ringrazio il Prefetto, il Questore e le Forze dell'Ordine per aver sostenuto questa scommessa da cui trarrà beneficio l'intera comunità metropolitana”. Nell'esprimere gratitudine verso gli amministratori che hanno dato la loro adesione al protocollo e al consigliere delegato per la sicurezza urbana, Enrico Gavagnin, il sindaco ha inoltre spiegato come il protocollo verrà periodicamente esaminato e integrato per assicurare un'azione congiunta incisiva rispetto al controllo del territorio e al contrasto della criminalità.

Attualmente, ha spiegato il consigliere Gavagnin, alle 850 famiglie già aderenti al progetto se ne sono iscritte altre 150 attraverso il modulo online sul sito internet del Comune. Per illustrare le modalità operative del progetto sono stati organizzati due incontri: il primo si terrà il 10 di ottobre nella sala San Leonardo a Venezia; il secondo il 17 ottobre a Malcontenta. Come è stato ricordato i volontari opereranno nelle zone individuate dall'amministrazione, non potranno utilizzare uniformi o distintivi e svolgeranno una funzione di osservazione, segnalando attraverso i propri coordinatori alle Forze di Polizia quanto di insolito succede nel quartiere invertendo l'ordine investigativo.

"Non siamo giustizieri della notte - ha spiegato Antonella Chiavallin - siamo semplicemente gente che si prende cura dell'altro continuando a vivere come ha sempre fatto. Non abbiamo segni distintivi per non diventare dei possibili obiettivi. Ci sarà la cartellonistica però a segnalare che quella è una zona con controllo di vicinato. Nelle zone dov'è già attivo i risultati sono sempre stati ottimi". 

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