De Martin: "Parco energetico sulle aree Ex Syndial", la Cgil: "Si pensi alle industrie"

Convegno della Filctem giovedì a Mestre. Grido d'allarme sulle bonifiche: "Serve un'alleanza del territorio". Colletti: "Ok un parco energetico, ma la priorità siano i posti di lavoro"

Tutti concordi: serve agire subito e serve agire insieme. Perché l'obiettivo è troppo importante per non centrarlo: rilanciare Porto Marghera. E' un grido d'allarme unanime quello lanciato giovedì mattina dalla sede della Città metropolitana di Venezia di via Forte Marghera durante il convegno "Bonifiche, recupero urbano e territorio: un'opportunità per nuovo sviluppo". L'incontro è stato organizzato dal sindacato Filctem Cgil e, attraverso anche casi esemplificativi di altre aree italiane, si è cercato con approccio pragmatico di capire quale sia la strada migliore e più veloce per risolvere il problema della necessità di bonifiche sui terreni di Porto Marghera.

"Caratterizzare i terreni, università in campo"

"Sono vent'anni che assistiamo ad annunci stratosferici, come la torre di Pierre Cardin - dichiara il segretario della Filctem Cgil di Venezia, Riccardo Colletti - Sul piatto ora ci sono i 59 progetti della call. E' evidente che la nostra zona è appetibile, ma è altrettando evidente che il problema delle bonifiche è centrale e che quindi non è più il momento degli annunci. Qui abbiamo cercato di capire come funziona in altre zone italiane - continua - Abbiamo la necessità di andare sul concreto e di responsabilizzare le aziende che ci sono. Servono a poco le cabine di regia o le luminarie su Porto Marghera, l'obiettivo è mettere a sintesi la situazione in cui ci troviamo e indicare possibili soluzioni, come individuare un'area nei 2.200 ettari interessati in cui si possano caratterizzare i terreni e interessare le università per studiare quali innovativi metodi di bonifica si possono usare. Le tipologie sono tante. Una cosa è certa - conclude - servono bonifiche funzionali alle industrie. Se si lasciasse spazio a strutture turistiche il costo aumenterebbe di 4 volte". 

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"Dov'è finito il Piano di sviluppo metropolitano?"

Questioni che, dal particolare, hanno una eco generale che interessa l'intero territorio metropolitano: "Si parla di bonifiche e di ripresa del tessuto industriale di Porto Marghera ma bisognerebbe parlare di che tipo di risposta viene data - afferma Enrico Piron, segretario generale Cgil di Venezia - tre settimane fa abbiamo perso la gara per il Centro di fusione nucleare perché il terreno dove doveva sorgere non è bonificato e mancano le infrastrutture. Di fronte a tutto questo siamo terrorizzati che gli eventuali investitori della call vedano in questo un deterrente. Non ce lo possiamo permettere. Riteniamo fondamentale un ragionamento corale e chiediamo con forza un confronto con il sindaco metropolitano, Luigi Brugnaro, sul Piano strategico metropolitano che da troppi mesi manca e su cui non abbiamo capito la discussione a che livello sia. Senza contromisure si va avanti depotenziando il lavoro e l'industria".

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"Le aree ex Syndial non sono ancora state cedute"

"Abbiamo perso la gara del Centro di fusione nucleare anche per un altro motivo, forse il più importante - gli fa eco il presidente della Municipalità, Gianfranco Bettin - perché le aree ex Syndial non sono ancora disponibili. La Regione non deve chiamarsi fuori e lasciare la patata bollente al Comune. Serve impegno quotidiano. Ma c'è anche un altro grande assente, ossia lo Stato. Ci vuole un'assunzione di responsabilità nazionale su Porto Marghera, questa fase di transizione non può essere lasciata alle risorse locali. Il governo disponga risorse e semplifichi la burocrazia, come in altri Paesi si è fatto con successo. In questo quadro - conclude - il rilancio di un'alleanza locale tra sindacati, imprese e istituzioni può chiudere la partita delle acquisizioni delle aree e ciò potrà consentire di sviluppare a pieno le possibilità che sono tuttavia tuttora presenti nella nostra realtà".

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De Martin: "Parco energetico sulle aree ex Syndial"

Parole cui risponde indirettamente l'assessore comunale all'Ambiente, Massimiliano De Martin, presente all'incontro: "Sono d'accordo con la proposta di Syndial presentata oggi - afferma - ossia creare un parco energetico. Potrebbe essere una soluzione su quelle aree, in attesa che il tempo e le scale economiche portino a un sistema produttivo più incentivante per chi vuole bonificare un sito inquinato. Ciò permetterebbe di creare nel medio termine città autonome dal punto di vista energetico e quindi veramente 'green', diminuendo da subito le emissioni". Un'idea che trova una porta semi aperta dalle parti della Filctem Cgil, con il segretario Colletti che sottolinea come la priorità "debba comunque essere quella di portare a termine le bonifiche e creare posti di lavoro".

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"Ripartono i lavori sui marginamenti" 

Le questioni che si intrecciano sul futuro di Porto Marghera sono molteplici, come la necessità di concludere i marginamenti: "In queste settimane dovrebbe partire il primo lotto di progettazione curato da Veneto Acque per i due tratti tra Enel e Alcoa per i marginamenti, dichiara Luigi fortunato della Direzione Ambiente della Regione Veneto - sono 5 milioni di euro. Ne abbiamo complessivamente otre 50 a disposizione, ma ci sono difficoltà nel gestire le regole di bilancio".

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