Decentrato al Comune, ripartono le trattative

Fp Cgil, Uil Fpl, Csa, Diccap, Cobas e Rsu: «Iniziato il confronto con i lavoratori per formulare una controproposta all’amministrazione»

Foto: Ca' Farsetti

Sono ricominciate mercoledì mattina le assemblee per il confronto fra sindacati e lavoratori in merito alla riapertura delle trattative con l’amministrazione comunale veneziana. Ad annunciarlo Daniele Giordano della Fp Cgil, Mario Ragno Uil Fpl, Sergio Berti Csa, Luca Lombardo Diccap, Enrico Quieto Cobas e l'Rsu Giampiero Bulla. «Obiettivo: condividere i punti fino a questo momento raggiunti e formulare una controproposta complessiva al Comune».

Il mandato

«Abbiamo ritenuto inqualificabile l’atteggiamento dell’amministrazione che pensa di poter gestire a proprio piacimento le risorse dei lavoratori senza un confronto vero con la Rsu e le organizzazioni sindacali e senza comprendere che serve un vero contratto decentrato - scrivono le sigle e la Rsu -. In tutti questi mesi abbiamo sempre messo al centro il merito delle questioni nell’interesse dei lavoratori e della città per raggiungere un’intesa che rappresentasse un reale passo in avanti nei rapporti tra amministrazione e lavoratori. Abbiamo scelto di chiedere un mandato chiaro ai lavoratori che saranno su questo chiamati a votare».

Gli argomenti e il confronto

Distribuzione della performance organizzativa e individuale, tavoli negoziali specifici con materie chiare su polizia locale e servizi educativi, produttività media da distribuire a 1.500 euro lordi, chiarezza sulla reale esigibilità delle assemblee sindacali con la possibilità di garantire ai lavoratori di raggiungere le sedi delle assemblee, mobilità interna del personale. «Se queste richieste verranno approvate dai lavoratori le porteremo al tavolo con l’amministrazione perché siamo convinti che siano proposte concrete e utili che possano realmente rappresentare il cambiamento di cui c’è bisogno - scrivono i sindacati -. Ai lavoratori – concludono - chiariremo che nel caso in cui queste proposte non dovessero essere accettate e ci trovassimo di fronte alle solite proposte inaccettabili la nostra reazione non potrà che essere durissima con l’immediata proclamazione dello stato di agitazione e la conseguente mobilitazione del personale senza escludere nessuna forma di lotta».

Il Comune

«La trattativa non si è mai chiusa - afferma l'assessore alle Risorse Umane del Comune, Paolo Romor -. Rimangono molti temi: dal normativo, su cui si è già raggiunto l'accordo su moltissimi articoli, all’economico 2019, dalle somme per i progetti speciali, agli incentivi per chi si occupa di lavori pubblici, gare e contratti. L'amministrazione continuerà a mettere il massimo impegno per una proficua discussione nel merito delle questioni».

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