Venice Lng scopre le carte: ecco il maxi deposito di gas liquefatto da 100 milioni

Lo stabilimento sarà a emissioni zero e garantirà di "risparmiare" 330 tonnellate di pm10 l'anno. Il combustibile è per camion e navi. Serve l'ok definitivo del ministero e la Via

Un investimento da 100 milioni di euro che permetterà a Porto Marghera, se andrà tutto liscio dal 2021 in poi, di diventare uno degli scali più all'avanguardia del Mediterraneo in fatto di gas naturale liquefatto (Gnl). Ancora l'iter autorizzativo deve iniziare e prevede una Valutazione d'impatto ambientale del ministero dell'Ambiente e un ok definitivo del ministero per lo Sviluppo economico, ma la società Gnl Venice, con socia al 65% Decal spa e al 35% San Marco Gas spa, mercoledì mattina nella sede di Confindustria Venezia ha voluto già scoprire le carte: l'intenzione è di costruire un deposito di gas naturale liquefatto, un combustibile di ultima generazione per navi e camion che si rivolge anche alle abitazioni che non sono ancora raggiunte dalla rete del gas "canonica".

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Dove sarà situato?

La struttura sorgerà sul Canale industriale sud a Porto Marghera nell'area che un tempo era occupata dallo stabilimento Italcementi, a sinistra del centro di stoccaggio Decal: "L'Europa e l'Italia premono per l'adozione di questo tipo di carburante - è stato spiegato in conferenza stampa - Lo zolfo viene ridotto del 95% e il pm10 del 90% in confronto a un ottimo motore diesel. Ci sarà un ritorno ecologico importante. Inoltre i mezzi alimentati a Gnl sono molto più silenziosi". Il serbatoio avrà una capacità massima di 32mila metri cubi (stoccato in forma liquida a -160 gradi centigradi).

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Fino a 900mila metri cubi di Gnl

Gnl Venice all'inizio si attende di movimentare 150mila metri cubi di combustibile alternativo l'anno, ma a regime la quota potrebbe toccare i 900mila metri cubi, per un traffico portuale di una nave a settimana. Si tratta di trasporti "green" sostitutivi delle petroliere, così come i camion a Gnl garantiscono una sostenibilità ambientale esponenzialmente migliore rispetto agli autotreni tradizionali. "In materia di sicurezza i nostri studi hanno escluso ogni possibile effetto domino in caso di problemi negli stabilimenti vicini - è stato spiegato dai tecnici - L'impianto adotterà i migliori standard tecnologici del mondo. Dal punto di vista ambientale la sintesi è che in un'area dismessa andremo a creare una struttura a zero emissioni". Secondo le previsioni, a regime si potranno convertire 15mila camion a Gnl, riducendo di circa 330 tonnellate le emissioni di pm10. "Numero che in fatto di traffico navale può essere tranquillamente moltiplicato per 10", si è concluso.

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Gioco di squadra tra pubblico e privato

Il progetto è stato presentato dal presidente di Venice Lng, Gian Luigi Triboldi, e ha ottenuto l'appoggio del presidente di Confindustria Venezia-Rovigo, Vincenzo Marinese, del presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico, Pino Musolino, e del Comune di Venezia, presente con l'assessore Simone Venturini: "Questo è il primo esempio di nuova industria a Porto Marghera - è stato spiegato - Merito anche del gioco di squadra tra pubblico e privato. Questo stabilimento all'avanguardia avrà la possibilità di attrarre ulteriori investimenti e imprese dell'indotto".

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Da Porto Marghera al mondo e ritorno

"Negli anni siamo riusciti a espandere il nostro business nel mondo - ha dichiarato Triboldi, che è anche presidente di Decal spa - Ma abbiamo un forte radicamento locale: tutto è iniziato a Porto Marghera e ora il frutto della nostra internazionalizzazione lo riportiamo qui. Questo progetto ci lascia molto ben sperare per quelli che potrebbero essere gli sviluppi futuri. Ci sono delle problematiche di tipo economico, nel senso che il Gnl crescerà ma non è ancora cresciuto. I primi anni saranno in perdita. Ma serve qualcuno che cominci a costruire infrastrutture, e noi ci siamo. Useremo le migliori tecnologie e cercheremo di usare nel limite del possibile aziende locali, per una struttura che a regime darà lavoro a una ventina di ingegneri specializzati in Gnl. Più tutto l'indotto".

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"Momento d'oro per Porto Marghera tutto da cogliere"

In questo caso non si parla di recupero di un'area in dismissione, bensì di una struttura nuova di zecca: "Porto Marghera negli ultimi anni sta accelerando - ha commentato il presidente del Porto, Musolino - Ci sono moltissime iniziative imprenditoriali che stanno prendendo corpo. Attraverso la società Panfido stiamo realizzando una bettolina Lng dal design tutto made in Venezia che esporteremo nel mondo e servirà per rifornire sia il nostro porto ma anche le strutture vicine, come Capodistria, che su questo è molto più indietro. Questo è un tipo di mercato dove l'offerta crea la domanda e che determina importanti circoli virtuosi". Parole che hanno spinto l'assessore comunale Venturini a sottolineare come "Porto Marghera, che era vista come area di declino industriale, oggi viene indicata come testa di ponte per nuovo sviluppo e tecnologia. Dopo la Pilkington ecco un altro nuovo grosso investimento. Merito del gioco di squadra tra istituzioni". Il più raggiante di tutti è il presidente di Confindustria, Vincenzo Marinese: "E' un momento d'oro per Porto Marghera - ha commentato - è finito il tempo di dire solo no. Altrimenti tra vent'anni parleremo solo di cadaveri industriali. Quest'area deve confermare la propria vocazione, ma è difficile pensare che nei prossimi lustri questi 2.200 ettari saranno riempiti solo di strutture del settore secondario. Noi dobbiamo lavorare per rendere queste aree fruibili e preservare le attività che ci sono".

Bettin: "Seguiremo con interesse lo sviluppo del progetto"

"Seguiremo con interesse e attenzione lo sviluppo del progetto del deposito di gas naturale liquido presentato da Venice LNG e lo presenteremo alle popolazioni di Marghera e Malcontenta, le più vicine all’impianto - dichiara in una nota il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin - Rispettando i principi di precauzione e di sostenibilità, e innescando un’intera nuova filiera energetica capace di ridurre le emissioni dei mezzi su gomma e acquei, può rappresentare un passo ulteriore di una nuova Porto Marghera basata sulle tecnologie più avanzate e sostenibili. Anche il progetto di un centro di ricerca europeo sulla fusione nucleare va in questa direzione. Avevamo già dato una prima disponibilità del Comune di Venezia a ospitarlo a Porto Marghera, sulle aree dell’Eni su cui avevamo firmato un preliminare di accordo di acquisizione, negli ultimi mesi della amministrazione Orsoni, tra la fine del 2013 e il 2014. Ora il progetto, che nel frattempo era rimasto in via di elaborazione altrove, ritorna attuale e giustamente il Comune si candida a ospitarlo: tuttavia, su quelle aree che avrebbero dovuto essere oggetto di ulteriori accordi al fine di perfezionarne l’acquisto, gravano ancora molte incognite, perché nessun passo in avanti da allora è stato fatto per acquisirle definitivamente. Occorre quindi accelerare, così come è necessario raggiungere un accordo programmatico con l’Autorità Portuale per il loro riuso".

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Commenti (1)

  • Cosa c'è di nuovo? Sempre di combustione stiamo parlando oltre al fatto che un volume di gas del genere è pericolosissimo, ricordiamoci cosa è successo a Viareggio per qualche convoglio ferroviario di gpl che si è aperto. Nel caso del metano per liquefarlo bisogna anche mantenerlo a -160 gradi e se qualcosa va storto? Teniamo presente anche che sopra ormai passa un aereo ogni 5 min.

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