Biagio Epifani è il nuovo primario del pronto soccorso di Mirano

Si è insediato ieri. La sua nomina segue quella del primario dell'apicalità di Dolo

Dopo la nomina del primario del pronto soccorso di Dolo avvenuta nei giorni scorsi, la direzione generale della Ulss 3 ha presentato il nuovo primario del pronto soccorso di Mirano, il dottor Biagio Epifani. «Stiamo lavorando intensamente nei tre distretti della Ulss - ha dichiarato il direttore generale Giuseppe Dal Ben - anche sul versante dei primariati: in questo distretto, in particolare, abbiamo pensato di dare subito la priorità ai pronto soccorsi, servizi centrali e delicati all’interno di ciascuna Ulss. Nei prossimi mesi ricopriremo anche le altre apicalità mancanti. Intanto ci tengo ad augurare un buon lavoro al Dottor Epifani che è un veterano del pronto soccorso di Mirano».

La carriera del dottor Epifani

Biagio Epifani è di origine pugliese, classe 1958. Compie gli studi universitari a Padova dove si laurea in Medicina e Chirurgia e si specializza in Chirurgia Generale. Come medico interno della Chirurgia Generale II di Padova svolge attività di sala operatoria, prevalentemente seguendo la chirurgia addominale e mammaria. È medico titolare di guardia medica presso Arzignano (Vicenza) e medico d’urgenza in varie Ulss della regione Veneto dal 1989 al 1995. A Mirano giunge nel 1995 come medico del pronto soccorso, seguendo subito i vari corsi d’emergenza e sviluppando successivamente interesse per i percorsi di qualità, accreditamento e rischio clinico.

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«Miglioriamo la capacità d'intervento»

«L'attività sanitaria in emergenza - ha dichiarato Epifani - è oggi sempre più complessa e ci pone di fronte a sfide impegnative. Il pronto soccorso sempre di più svolge una funzione fondamentale nel sistema sanitario e richiede nuove competenze e attitudini non comuni. Inoltre l’insufficienza di operatori, medici in particolare, affrontata tempestivamente dalla Regione, ci impone un ulteriore impegno ed attente riflessioni sul nostro futuro e sui cambiamenti della società. Accanto alle situazioni più critiche, mission fondamentale del nostro agire, affrontiamo sempre più spesso patologie croniche correlate all’invecchiamento. Il nostro impegno è quello di migliorare la nostra capacità di intervento e di rifondare il rapporto con la popolazione: è necessaria una nuova umanizzazione che porti a nuovi equilibri nel sistema».

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