Due grandi distretti sanitari, come si riorganizza l'Ulss 12 veneziana

Servizi omogenei, senza aree penalizzate: è l'obiettivo dell'azienda, che insieme ai Comuni ha ridefinito la mappa della sanità

il dottor Beltrame (al centro) con i direttori dei due nuovi distretti

Servizi omogenei in tutto il territorio, senza aree penalizzate o servite in modo diverso: è questo l’obiettivo a cui punta l’Ulss 12 attraverso la nuova strutturazione del territorio in due distretti (anziché quattro), definita dall’azienda sanitaria veneziana d’intesa con la conferenza dei sindaci, e concretizzata nelle scorse settimane con la nomina dei due direttori, la dottoressa Martelli e il dottor Munarin. “Riorganizzare l’Ulss 12 in due grandi distretti – spiega il direttore generale Giuseppe Dal Ben – significa in primo luogo uniformare gli standard dei servizi offerti, perché siano di alta qualità in tutte le zone del nostro territorio, che pur non essendo vastissimo è sicuramente complesso e differenziato”.

I due distretti in cui l’atto aziendale dell’Ulss 12 divide il territorio, dando attuazione al piano socio sanitario, sono il distretto 1 (Venezia, Estuario e Cavallino-Treporti) e il distretto 2 (Terraferma veneziana, Marcon e Quarto D’Altino). A dirigerli sono stati nominati rispettivamente la dottoressa Franca Martelli, già direttrice del distretto del centro storico, e il dottor Federico Munarin, già direttore del distretto di Mestre. I due nuovi direttori coordinano i responsabili delle varie sedi; ma soprattutto avranno il compito di “governare” le unità operative territoriali, le “filiere”, cioè, che offrono servizi al territorio: quelle già operative delle cure primarie, delle dipendenze, dell’infanzia adolescenza e famiglia, della salute mentale; e quelle nuove, delle cure intermedie, delle cure palliative, delle attività specialistiche. Questa nuova organizzazione, in cui ai direttori di distretto fanno riferimento “aree di azione”, più che “sedi territoriali”, mostra ancora di più come si intenda portare, nelle varie articolazioni del territorio, servizi omogenei e di uguale efficacia, senza privilegiare ad esempio le aree urbane da quelle periferiche. Restano operative, dentro la nuova divisione in due grandi aree, tutte le “sedi distrettuali”, sia quelle principali – si pensi alla sede distrettuale del Lido, a quella nuovissima di Favaro Veneto, o a quella storica dell’ex Giustinian a Venezia, per citarne alcune – sia le tante altre sedi distrettuali sparse sul territorio.

“L’utenza non deve temere nessuna riduzione nei servizi – spiega il direttore della Funzione territoriale dell’Ulss 12, Claudio Beltrame –; al contrario, la nuova organizzazione permetterà di offrire in più sedi quelli che erano servizi limitati ad alcuni punti di erogazione. L’anagrafe distrettuale, per fare un solo esempio, operando in modo omogeneo e coordinato potrà consentire ad ogni utente di effettuare il cambio del medico in qualsiasi sportello sul territorio, e non esclusivamente nella sede di riferimento”. Particolare importanza, per il corretto funzionamento dei servizi nel territorio, viene attribuita alla Centrale Operativa Territoriale (COT) che ha il compito di coordinare l’ospedale e la sanità del territorio, perché l’utente che passa dall’uno all’altra si seguito e accompagnato in questo passaggio e tragga beneficio, e non spaesamento, dal corretto rapporto tra le due strutture.

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Passando da quattro a due distretti, si uniformano anche le prestazioni del personale: “Tutti gli operatori dell’azienda sanitaria avranno, a parità di qualifica, una preparazione e una formazione uniformi – spiega il dottor Beltrame –; avranno inoltre modalità operative omogenee, così che sia diffuso in tutto il territorio lo sforzo di costruire un servizio efficace e attento al rapporto con l’utente”. La creazione di procedure condivise permetterà infine una più ampia intercambiabilità di competenze e di professionalità tra le diverse sedi, a vantaggio degli utenti delle aree fino ad ora più “deboli” e più isolate.

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