Edilizia, artigiani del Miranese: "Bene fatturati e occupazione ma puntare sui bonus fiscali"

Non è ancora tempo di sospiri di sollievo, secondo l'analisi dell’associazione Artigiani Piccole Imprese e Professioni del territorio: "Risultati positivi, ma pesano le incognite sul futuro"

Crescono occupazione e fatturati nell'ediliza, nel 2017, ma, per l’Associazione Artigiani del Miranese, non basta. È una situazione solo in parte positiva quella delineata dai piccoli imprenditori del territorio: "Ancora troppe le incognite sul futuro del sistema casa. Per agganciare la ripresa servono più continuità e certezze. Dal nuovo esecutivo ci aspettiamo scelte coraggiose".

Occupazione e fatturati

Segno più sia alla voce “occupazione” sia al capitolo “fatturati”, secondo l'analisi ,(entrambi in crescita del 9% rispetto al 2016). Risultati indubbiamente positivi, ma a rischio incognite sul futuro. «Affinché si possa parlare finalmente di una stagione di rinascita per l’edilizia, bisogna attendere – spiega Andrea Dal Corso, funzionario sindacale dell’associazione – lo sviluppo degli eventi nel 2018: un anno di scelte importanti, potenzialmente decisive. Valutazioni che spettano alla politica e che dovrebbero garantire continuità e certezze, a dispetto di quanto accaduto sinora, visti i segnali contraddittori e, spesso deludenti, che abbiamo ricevuto. Indicazioni e primi provvedimenti sarebbero già dovuti arrivare, ma la formazione del nuovo governo ha rallentato i lavori».

Bonus fiscali

«Mentre imperversava la crisi, il comparto casa – riflette Dal Corso – ha cambiato pelle e trasferito molte competenze e risorse dalla costruzione alla riqualificazione edilizia ed energetica (ribaltando completamente la situazione precedente il 2008). Attività in cui i bonus fiscali hanno giocato un ruolo fondamentale, divenendo vero e proprio motore per il comparto.

Basti pensare che secondo l’Enea, dal 1998 (anno di istituzione) al 2016 i bonus fiscali hanno permesso al 55% delle famiglie (più di una su due) di intervenire per riqualificare il patrimonio edilizio e renderlo più efficiente dal punto di vista energetico: un totale di oltre 14.2 milioni di interventi, che oggi costituiscono il 79% del valore della produzione nel settore dell’edilizia.

Ci si aspetterebbe, pertanto, un consolidamento di queste politiche. Nel settore dei serramenti, per fare un esempio, assisteremo all’abbassamento della percentuale di sgravio (che scivolerà dal 65 al 50%), con inevitabili contrazioni nei fatturati delle imprese. Così come nel settore degli impiantisti, che pure sembra quello più in salute: la rimodulazione degli incentivi fatta nell’ultima Legge di Bilancio presto darà i suoi effetti, tutti da calcolare».

«Il nuovo esecutivo – è l’appello del presidente dell’Associazione, Giudo Codato – abbia il coraggio di tracciare una strada lineare e sicura per le piccole imprese che sinora hanno resistito, che vogliono investire e che sperano di tornare a crescere. Per agganciare saldamente la ripresa, servono garanzie e stabilità: se si continuasse a respirare ancora incertezza, si rimarrebbe in linea di galleggiamento».

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