Lo sconforto dei genitori di Edo: "Costretti a riesumarlo, l'assicurazione vuole le lastre"

La trasmissione "Tempo & Denaro" di Rai 1 si è occupata del caso del 21enne di Fossò deceduto nello schianto sulla Triestina. "La compagnia non ammette ciò che è già chiaro"

La riesumazione della salma per effettuare l'autopsia e provare così alla compagnia di assicurazione, che vuole le lastre, le lesioni agli organi interni che hanno causato il decesso: a tanto - secondo Studio 3A, società a tutela dei diritti dei cittadini che si sta occupando del caso - dovrà arrivare la famiglia di Edoardo Ascione per far valere i diritti del ragazzo e ottenere giustizia. Così si è chiuso il servizio che la trasmissione di Rai 1 “Tempo & Denaro”, condotta da Elisa Isoardi, ha dedicato martedì al dramma del 21enne di Fossò deceduto il 10 agosto, con la coetanea Linda Giorio, in un incidente sulla Triestina.

Per la società si tratta di una "assurda rigidità" della compagnia assicurativa con cui Edoardo aveva stipulato la polizza infortuni, che "non intende prendere in esame la richiesta di risarcimento senza gli esami strumentali che comprovino le lesioni riportate, ossia le lastre". L'inviato Ivan Bacchi ha intervistato il papà del giovane, Angelantonio Ascione, e Riccardo Vizzi, area manager di Studio 3A. "C'è un'inchiesta in corso per stabilire la dinamica e le responsabilità - ha detto il padre - Ma Edoardo non è morto subito. È entrato al pronto soccorso dell'Angelo con un codice giallo, cosciente. Nel referto si parla di un aggravamento repentino della situazione: facendogli l'ecofast, un'ecografia veloce, i medici hanno notato un'emorragia massiva a livello addominale. Hanno iniziato la rianimazione, ma mio figlio è andato in arresto cardiorespiratorio”.

Il discorso si è quindi spostato sulla polizza. "Edoardo era andato in banca per ottenere un finanziamento per l'acquisto di una macchina, e gli hanno fatto fare questa polizza infortuni legata al finanziamento" con una compagnia dello stesso gruppo bancario. Ma al momento di risarcire cosa risponde la compagnia? "Che non possono farlo perché non abbiamo alcuna lastra che documenti quali fossero gli organi lesi: al pronto soccorso non c'è stato il tempo di farle, dovevano pensare a salvargli la vita" ha concluso il papà di Edo, che ha tenuto a chiarire che "questa battaglia non è per poche decine di migliaia di euro ma per una questione di principio e per difendere un diritto che Edoardo aveva maturato, pagando sempre regolarmente sia le rate del finanziamento sia il premio della polizza".

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“Questa famiglia deve essere risarcita - ha poi asserito Riccardo Vizzi, di Studio 3A - È vero che nella polizza si riporta che, per l'accertamento delle lesioni riportate, c'è bisogno di un esame diagnostico strumentale, ma è anche riportato che, se ci sono lesioni che riguardano più organi, va liquidato tutto il massimale. Ma nonostante ci sia il referto del pronto soccorso che parla chiaro in tal senso, e il nostro consulente medico legale abbia confermato che il decesso è stato dovuto a un arresto cardiorespiratorio conseguente a uno shock emorragico da massiva perdita ematica, in un grave quadro traumatico toracico addominale, di fronte a questo diniego la famiglia ci ha dato mandato di procedere con l'unica alternativa che rimane. Purtroppo, molto probabilmente saremo costretti a procedere all'esumazione della salma di Edoardo per effettuare l'esame autoptico, semplicemente per provare all'assicurazione ciò che è già chiaro a tutti, e che cioè le lesioni riportate dal ragazzo riguardavano più organi e che da queste lesioni è stata determinata l'emorragia interna che gli è stata fatale. Una cosa che trovo indegna".

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