Centrale di fusione, Porto Marghera candidata sotto esame: sopralluogo con la commissione

Il sindaco Brugnaro e l'assessore regionale Marcato hanno ricevuto i tecnici di Enea e discusso dell'esperimento Dtt. Proposto un cofinanziamento di 40 milioni: "Occasione unica"

Una delegazione dell’Enea a palazzo Balbi per valutare la candidatura di Porto Marghera a sito in cui insediare un dispositivo destinato alla produzione di energia elettrica da fusione termonucleare: l'incontro avvenuto lunedì ha visto confrontarsi la commissione dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, presieduta da Alessandro Ortis, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Roberto Marcato, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e il rettore dell’università di Padova Rosario Rizzuto. L'area industriale lagunare, infatti, non è l'unica opzione per accogliere l'innovativo esperimento: ci sono in tutto 9 siti candidati da 8 regioni italiane.

Dossier e sopralluogo

Per il progetto il Comune di Venezia ha messo a disposizione un’area di circa 6 ettari all’interno del Nuovo Petrolchimico (denominata “Area 11- ex MT2 - produzione lastre in metacrilato ex Vedril") che, per localizzazione, dotazione infrastrutturale e accessibilità risponde ai requisiti specificati dell’avviso pubblico. "Abbiamo ricevuto i componenti della commissione e con loro abbiamo visitato i terreni - ha spiegato Brugnaro - C'è un lavoro in corso anche con la nostra agenzia di sviluppo, un ente che abbiamo 'copiato' da altre città (per esempio Parigi) e che serve proprio ad attrarre investimenti. Abbiamo preparato un dossier e crediamo di aver colpito la commissione. Inoltre la Regione ha stanziato un finanziamento di 40 milioni di euro, su una base di gara di 25". Il progetto prevede la costruzione di un Centro internazionale per gli studi sulla generazione di energia elettrica da fonti alternative, con l'insediamento del cosiddetto Dtt (Divertor Tokamak Test). Una tecnologia, è stato detto, che consente di ottenere energia rinnovabile, sicura, inesauribile e in grado di sostituire i combustibili fossili.

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"Marghera, sito ideale"

"Per il Veneto e per tutto il Paese questa è un’occasione straordinaria - ha rilevato Marcato - Per concorrere abbiamo messo a sistema le eccellenze nel campo dell’innovazione dell’università di Padova, della Regione e del Comune di Venezia. Enea ha previsto un investimento di 500 milioni di euro con un ritorno complessivo di 2 miliardi e un impatto occupazionale di circa 2000 posti di lavoro, di cui oltre 250 addetti diretti con alta specializzazione nel sito che verrà selezionato come vincitore. Un’infrastruttura come il Dtt si andrebbe ad innestare in un contesto particolarmente favorevole: l’economia veneta ha fatto registrare la crescita del Pil più alta della media nazionale (+1,8%), conta 488 mila imprese e il 5,9% di tasso di disoccupazione. Non è mia intenzione influenzare in nessun modo le valutazioni della commissione, ma non posso non far rilevare che un sito come quello veneto ha tutte le caratteristiche richieste per un impianto di questa natura e importanza".

"Rinascita attraverso l'innovazione"

“Nel portare la nostra ricerca a essere motore fondamentale di crescita del territorio – ha detto Rizzuto – credo possa essere suggestivo e significativo per la storia dell'industria italiana che Marghera possa rinascere con una visione che punta sull'innovazione, la ricerca scientifica e le ricadute sul territorio”. L'investimento sarà sostenuto con mutuo europeo di 250 milioni di euro erogato dalla Banca Europea degli Investimenti; finanziamenti nazionali di varia natura (160 milioni); contributi da Eurofusion (60 milioni) e contributi dalla Repubblica Popolare Cinese (circa 30 milioni in componenti), in qualità di partner scientifico del progetto.

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