Proteste alla Eni di Porto Marghera, accesso bloccato

L'iniziativa è degli attivisti dei centri sociali, si sono radunati stamattina in via Righi. Autocarri in coda, imbrattato il logo della multinazionale

Da stamattina presto è in corso una manifestazione organizzata da rappresentanti dei centri sociali del Nordest a Porto Marghera, in via Righi, in corrispondenza dell'accesso alla raffineria Eni. Gli attivisti hanno bloccato la strada piazzando uno striscione di accusa contro la multinazionale, dopodiché alcuni di loro sono saliti sul tetto della struttura e hanno imbrattato l'insegna con vernice rossa. Sul posto sono intervenute forze dell'ordine e polizia locale, impegnate tra l'altro a gestire il traffico dei tir che non potevano transitare.

I manifestanti hanno così motivato l'iniziativa: «La multinazionale degli idrocarburi viene ritenuta responsabile delle mutazioni climatiche e della devastazione del territorio nelle zone dei pozzi di estrazione, dalla Basilicata alle regioni dell’Africa subsahariana. Eni ha da sempre un ruolo di spicco nella politica internazionale dell’Italia, pratica la devastante prassi del gas flaring in atmosfera, la produzione a partire da sabbie bituminose, gli sversamenti che hanno reso invivibile l’intera regione del Delta del Niger».

Eni ha manifestato il proprio «rammarico per gli atti vandalici compiuti da un gruppo di persone che ha danneggiato alcuni elementi dell’ingresso della bioraffineria di Porto Marghera - si legge in una nota -. Ferma restando la sacrosanta libertà individuale di manifestare la propria opinione, preso atto del fatto che si è trattato di manifestazione non autorizzata dalle autorità competenti, Eni si riserva di intraprendere le opportune vie legali contro atti di vandalismo compiuti in nome di affermazioni e illazioni prive di qualsiasi fondamento. Atti vandalici, peraltro, compiuti in nome di una battaglia contro l’economia del petrolio proprio presso la prima raffineria al mondo ad essere stata convertita in raffineria verde da raffineria tradizionale ».

Sindacato e Confindustria

«Riguardo alla manifestazione ambientalista davanti la bioraffineria di Venezia teniamo a precisare - scrive Davide Camuccio, segretario del sindacato Filctem Cgil - che pur considerando legittime, anche se non sempre condivise, le preoccupazioni sull'ambiente, andare a manifestare di fronte all'unica testimonianza in Italia di conversione di una raffineria in bioraffineria ci sembra paradossale. Gli organizzatori avrebbero fatto meglio a chiedere informazioni ai lavoratori della bio raffineria che cinque anni fa hanno voluto fortemente con 40 giorni di scioperi e manifestazioni gli investimenti in green diesel per salvare le attività e duecento posti di lavoro». «La manifestazione avvenuta oggi al petrolchimico, in cui si contesta la prima bioraffineria al mondo, un brevetto tutto italiano, dimostra quanto da un lato manchi ogni sensibilità sui temi ambientali - scrive Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo - e dall’altro come si attacchi il lavoro in maniera del tutto indiscriminata e ingiustificata. Chi compie questi atti, oltre ad essere una persona dalle discutibili virtù, dimostra di non avere alcuna dignità. Perché chi attacca il lavoro non può avere dignità. Tutti i cittadini si dovrebbero indignare di fronte a tali comportamenti, affinché questi manifestanti si sentano isolati e privi di qualsiasi forma di consenso. Difendiamo insieme il lavoro e la sostenibilità ambientale». 

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