"Attacco terroristico al Porto di Venezia", ma è un'esercitazione

Mercoledì mattina è stato simulato un blitz con tanto di ordigni nel terminal Isonzo della Marittima. In campo i reparti scelti della polizia

Di questi tempi, dopo che le autorità hanno anche lanciato l'allerta per i trasferimenti su navi da crociera dei terroristi che intendono raggiungere Siria e Iraq, non è un'emergenza poco verosimile. Serve prepararsi e far sì che la macchina degli interventi sia oliata a puntino. Mercoledì scorso, infatti, è stata organizzata una maxi esercitazione simulando un attacco terroristico al porto di Venezia. Tanto che la presenza in cielo di un elicottero delle forze dell'ordine aveva destato anche una certa preoccupazione.

E' stato testato un piano di azione messo a punto dalla polizia di Stato, che ha permesso di mettere in sicurezza l'intera area annientando ogni possibile pericolo. Esercitazione riuscita al Terminal crocieristico Isonzo, all'interno della Stazione Marittima. Lì si è ipotizzato che un gruppo di terroristi abbia avuto modo di piazzare un numero indeterminato di ordigni la cui deflagrazione avrebbe causato morti e feriti tra i numerosi passeggeri e operatori portuali, ma anche ai soccorritori.

Ipotesi non da sottovalutare, visti i tempi, che la polizia di frontiera ha voluto prendere in considerazione, con un test sugli standard di sicurezza che presuppongono stretti tempi di reazione, in contesti emergenziali, da parte dei dispositivi di sicurezza. In azione squadre cinofile, tiratori scelti, sommozzatori, artificieri. Nel corso dell'esercitazione, alle cui fasi salienti ha presenziato il questore Angelo Sanna, i reparti speciali sono intervenuti per testare le procedure tecniche di settore. Le unità cinofile antiesplosivo sono state impiegate nell'attività di ricerca di ordigni che hanno individuato nell'area Partenze del Terminal, nel parcheggio antistante e sotto il pontile di ormeggio.

Le squadre artificieri hanno provveduto, in condizioni di sicurezza, a far deflagrare le cariche esplosive con l'utilizzo di un robot specializzato. Le squadre nautiche della questura, invece, hanno fornito ausilio alle unità cinofile, simulando l'arrivo al Terminal dallo spazio lagunare. I tiratori scelti hanno fornito protezione a distanza alle altre squadre operative, posizionandosi in diversi punti di osservazione. I sommozzatori hanno assicurato copertura nello spazio acqueo, individuando un ordigno proprio sotto un pontile. Dall'alto, un elicottero della polizia (quello avvistato dai cittadini) ha assicurato la protezione dello spazio aereo.

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Si è trattata della prima esercitazione specialistica svolta nel porto di Venezia che ha visto il coinvolgimento di reparti provenienti anche da Bologna, Firenze, Padova, Trieste e Ronchi dei Legionari. Sono stati analizzati i tempi di reazione e di intervento. All'esercitazione hanno assistito altre forze di polizia, della capitaneria di porto, dell'Autorità portuale, dei vigili del fuoco, del 118, della Vtp.

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