Evade dai domiciliari per un caffé al bar del centro, finisce in cella

Il richiamo di una tazza di espresso al banco è stato irresistibile per un 46enne di Fossalta di Piave nel 2010. Ora si aprono le porte del carcere

Era uscito per un caffé. Per questo poi è finito in carcere a Santa Maria Maggiore. Andare al bar e ordinare l'amata miscela in tazzina in sé non costituisce reato, naturalmente. Farlo quando si è agli arresti domiciliari, però, sì. Evasione.

L.A., 46 anni, residente a Fossalta di Piave, era stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare per stalking nei confronti della ex moglie. Tre mesi avrebbe dovuto scontare. Il 7 gennaio 2010, però, in barba alle restrizioni, l'uomo ha violato la legge e se n'è andato tranquillamente al bar. Non in cerca della ex compagna, per fortuna, ma in cerca di una tazzina rigenerante nel centro del paese. I carabinieri al canonico controllo non hanno trovato il 46enne in casa, denunciandolo. Ora l'arresto e la detenzione a Santa Maria Maggiore, dove L.A. sconterà la pena residua. Tutto per un caffé.

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