Venezia "maglia nera" nella lotta all'evasione: nel 2016 recuperati solo 34mila euro

Un dato negativo, inferiore del 78% rispetto all'anno precedente. Peggior Comune in assoluto Chioggia, che non ha recuperato nessun euro, a fronte dei 104mila del precedente

La lotta all'evasione non sembra il fiore all'occhiello di Venezia. Come dimostrano i dati del Ministero dell'Interno relativi al recupero dell'evasione da parte dei singoli Comuni la città lagunare registra negli ultimi anni un crollo degli importi che non lascia indifferenti. Rispetto al 2014, infatti, il capoluogo della regione ha recuperato grazie alle segnalazioni poco più di 24mila euro, ovvero il 90% in meno rispetto ai circa 266mila euro del 2014 (grazie alle denunce del 2013) e il 37% in confronto ai 39.193 euro del 2015 (grazie alle denunce del 2014).

"Insomma, - spiegano dalla Cgil - la giunta Brugnaro sembra voler abbandonare a poco a poco l'opportunità fornita dalla legge del 2005 ma, in generale, è tutta la città metropolitana che mostra poco interesse per la lotta all'evasione fiscale e contributiva, confermandosi da questo punto di vista il territorio meno virtuoso di tutto. Solo un Comune veneziano su quattro, infatti, aderisce a questa battaglia"

CHIOGGIA "MAGLIA NERA"

Le undici amministrazioni che denunciano l'evasione hanno "guadagnato" nel 2016 (denunce del 2015) 34.136 euro, contro i 158.276 euro del 2015 (-78%) e i 292.169 euro del 2014 (-88%). Maglia nera a Chioggia che nel 2016 non ha recuperato un solo euro, contro i 104.507 euro dell'anno precedente. Ma, in generale, l'unico trend positivo è quello di Meolo che per il primo anno nel 2016 ha portato a casa 662,4 euro.

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"Come Spi continuiamo a pensare che l’evasione e l’elusione fiscale siano uno dei reati più odiosi perché comprime le risorse che si possono utilizzare per servizi fondamentali quali istruzione, sanità e sicurezza - sottolinea Elena di Gregorio, segretaria generale dello Spi Cgil del Veneto - I reati di questa natura vanno perseguiti in maniera più pesante sotto l’aspetto penale  ma anche attraverso una più convinta battaglia culturale da parte delle istituzioni, delle forze politiche, sociali e produttive".

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