Fatture false per 11 milioni: uno studio mestrino era specializzato in evasione fiscale

Sequestrati appartamenti e auto. Indagine partita da un'agenzia funebre di Caorle con fatturato sospetto. Poi i finanzieri sono arrivati a un commercialista veneziano

Guardia di finanza Mestre (archivio)

Nelle ore scorse i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Venezia hanno sequestrato beni per oltre 3 milioni di euro dopo aver scoperto un importante giro di evasione fiscale e false fatture con fulcro a Mestre. Risultano indagate 15 persone: quattro sono i professionisti che avevano messo in piedi il sistema, ovvero tre commercialisti mestrini e uno di Chieti. Gli studi sono a Mestre, Scorzè e Martellago, oltre che Chieti. La "mente" sarebbe Igino Negro, commercialista 60enne che ricopre diversi ruoli importanti a Venezia: è membro del cda di Actv, consigliere dell’Istituto Santa Maria della Pietà di Venezia e componente del collegio sindacale di Cmv Spa, la società del Casinò. Ci sono poi altre 11 persone tra prestanome e utilizzatori, residenti nelle province di Chieti, Pescara, L’Aquila, Treviso e Ravenna. Le aziende coinvolte sono 11 e hanno sede a Venezia, Scorzé, Caorle, Mira, Roma, Pescara e Vasto.

Fatture false ed evasione fiscale

Dalle indagini è emerso che i quattro commercialisti si erano specializzati nell'individuazione di imprese disponibili a emettere fatture per operazioni inesistenti, in modo tale da creare costi fittizi da portare in deduzione e contemporaneamente generare crediti iva inesistenti. Questi crediti falsi venivano poi ceduti a soggetti effettivamente operativi, in compensazione di debiti tributari. Dopodiché le società emittenti venivano svuotate dei loro beni e cedute a prestanome oppure trasferite in altre regioni. In un caso, anche in Francia.

Indagini e sequestri

Tutto era iniziato nel 2016 con gli accertamenti svolti su una agenzia di pompe funebri di Caorle che aveva un fatturato considerato sospetto: da lì i finanzieri della tenenza locale hanno coinvolto i colleghi di Venezia, risalendo ai professionisti mestrini che avevano architettato il sistema fraudolento. In tutto sono state ricostruite operazioni inesistenti e relative false fatture per circa 11.340.000 euro, per un importo evaso di oltre 3 milioni: con quei soldi i commercialisti avevano acquistato terreni e appartamenti (buona parte a Mestre) e automobili (tra cui una Jaguar). Tutti beni di cui la procura di Venezia ha disposto il sequestro, assieme ad alcuni conti correnti, disponibilità finanziarie e quote societarie.

«Dimissioni subito»

«Un avviso di garanzia non è una condanna ma rappresenta un elemento incompatibile con la carica di amministratore pubblico. Il commercialista mestrino, titolare sia di cariche pubbliche sia di incarichi in organismi di controllo contabile in aziende pubbliche, dovrebbe saperlo e dovrebbe saperne tratte le debite conseguenze rassegnando le dimissioni», commentano Ottavio Serena e Renzo Scarpa, consiglieri del Gruppo Misto di Venezia. «Le dimissioni sono un gesto di responsabilità di chi ha come prima preoccupazione quella di salvaguardare il bene pubblico che gli era stato affidato - continuano i consiglieri -.  Il commercialista risulta anche presente nel cda di una delle attività dell'imprenditore Brugnaro. Lunedì  mattina inoltreremo un'interrogazione per chiedere conto al sindaco dei termini della questione considerato che sue sono le responsabilità delle nomine nei cda».

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